ago 28 2008
Stupido è…
“…chi lo stupido fa”. La frase detta nel film Forrest Gump forse cade a pennello per questo caso.
Leggo su “La Repubblica” il caso della bagarre creata dal caso del custode del museo di Ca’ Rezzonico per aver fermato una donna col velo islamico.
Da cosa è nata tutta la bagarre?
“Il nostro dipendente si è limitato a dire che l’abbigliamento della turista islamica non era in linea con quanto prescrive il regolamento dei musei veneziani. Il guardia-sala si è quindi consultato con il suo supervisore ricevendo l’indicazione di accompagnare la signora, che era con marito e figlioletto, nell’ufficio informazioni per chiarire la questione. Quindi è stata invitata a continuare il percorso espositivo – conclude Curti – ma a quel punto la famiglia ha preferito interrompere la visita”.
Ed il responsabile della cooperativa ha pienamente ragione. Il regolamento dei Musei Civici Veneziani prevede proprio, nel paragrafo “abbigliamento”:
Per il decoro delle sedi e il rispetto dei visitatori, non è consentito accedere ai musei in abbigliamento balneare o succinto; non è inoltre consentito l’accesso a viso coperto.
E il Sindaco invece che dice? Forse già adirato per la dichiarazione rilasciata al Corriere della Sera sul Ponte di Calatrava, Massimo Cacciari se ne esce con due perle filosofiche:
Non licenziamo nessuno – osserva il sindaco Massimo Cacciari – come potremmo licenziare una persona semplicemente perché è stato un po’ stupidino e non ha lasciato entrare una con il velo?”.
[...]
E Cacciari con tono sarcastico aggiunge: “Nei musei civici veneziani tutti possono venire vestiti come vogliono. L’unico suggerimento che mi sento di dare ai turisti è di non visitare le sale espositive con una benda davanti agli occhi”.
Mi pongo quindi una domanda, citando la definizione di “stupido” tratta dal De Mauro – Paravia: tra chi approva un regolamento e non lo conosce e chi per lavoro lo applica, forse in questo caso non vale la frase di Forrest Gump?
agg., s.m. FO che, chi è tardo nel comprendere, ottuso di mente, poco intelligente: una ragazza stupida che non capisce niente, è s. o finge di esserlo?, sei proprio uno s., non fare lo s.!; non essere uno s., essere intelligente, avveduto | fam., iperb., ingenuo, sprovveduto: sei stato s. a farti imbrogliare così!
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E un po’ di ferie per Cacciari no? Non mi sembra particolarmente brillante in questo periodo.
ahahha Livio sei brillante ahah
questo problema in italia è risaputo. già andare in giro con il velo non sarebbe legale perchè bisogna chiaramente esporre i propri connotati per essere riconosciuti. ma ad andare in giro in un museo con il velo….equivale ad entrarci con il passamontagna per rubare un oggetto prezioso.
conoscendo però le teste dure musulmane quel capo sala poteva chiudere un occhio
“Teste dure musulmane”?
Ero in Inghilterra quando i sikh sono insorti contro l’obbligo del casco protettivo per andare in moto, perché il casco non si poteva mettere sul loro turbante che – secondo loro – era una protezione anti-urto altrettanto valida del casco. Gli inglesi essendo pragmatici, hanno semplicemente aggiunto un paragrafo alla legge per esentare i sikh dall’obbligo di portare il casco (1).
Intorno ai contrasti tra norme religiose e norme statali riguardanti il vestiario, siamo noi “europei continentali” a “fare gli stupidi”, a causa del nostro approccio cavilloso e rigido. Quindi non so se qualificherei le battute di Cacciari in questo contesto di stupide: maldestre e “gaffeuses”, forse, però l’intento sembra chiaramente di sdrammatizzare, di far cadere questa nostra rigidità.
Invece nel caso del ponte di Calatrava, l’on. Cacciari ha evidenziato stupidità del cuore, per riprendere la distinzione pascaliana tra intelligenza del cuore e intelligenza dello spirito. Cioè si è mostrato incapace di immaginarsi al posto dell’altro.
Però persino lì: l’intelligenza del cuore non è un dato genetico più di quella dello spirito, s’impara. Mi consideravo abbastanza disponibile ad immaginarmi al posto dell’altro, ma non avevo mai badato ai gradini per entrare in un posto pubblico prima che mio marito rimanesse emiplegico – e quindi costretto ad usare una sedia a rotelle per i cinque ultimi anni della sua vita – in seguito a un ictus nel 96. All’on. Cacciari e a tutti coloro che hanno accettato il progetto del ponte di Calatrava senza andare a controllare le normative sull’accessibilità è probabilmente mancato questo tipo di esperienza finora.
(1) Vedi Turban, UK Legislation Regarding its use by Sikhs, Sikhiwiki.