Comune di Venezia: ai confini della realtà

Ai confini della realtà

Il 3 agosto 2012 tramite Facebook leggo che il comune di Venezia da settembre pubblicherà le determinazioni on line.

Appena avuta notizia, mi son tolto i panni digitali e son andato in edicola ad acquistare i quotidiani locali, apro ed a pagina V mi trovo uno splendido titolo: “Le determine del Comune saranno online da settembre“. Non vi dico la felicità nel leggere quel titolo, visto che da tempo si richiede questo adeguamento alla normativa vigente, prima con articoli nel mio sito Web, poi con interrogazioni di consiglieri comunali (sia della maggioranza che dell’opposizione) sino ad arrivare all’esposto in procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti.

Leggendo però l’articolo mi sono cadute le braccia. Eh si perché per l’ennesima volta non si è capito che l’obbligo di pubblicazione on-line delle determinazioni con affissione all’albo on-line per i 15 (quindici) giorni previsti dalla legge è in vigore già dal 1 gennaio 2011. Leggo difatti che l’assessore Bettin dichiara le stesse cose dichiarate qualche settimana fa dal Direttore Generale del Comune di Venezia, che confonde l’obbligo di pubblicità legale tramite albo pretorio di tutte le determinazioni, con il nascente obbligo previsto dal decreto “Cresci Italia” (n. 83/2012) di pubblicazione tra l’altro delle determinazioni comprensive di ulteriori informazioni obbligatorie:

a) il nome  dell’impresa  o  altro  soggetto beneficiario ed i suoi dati fiscali;

b) l’importo;

c) la norma  o  il titolo a base dell’attribuzione;

d)  l’ufficio  e  il  funzionario  o dirigente responsabile del relativo procedimento  amministrativo;

e) la modalita’ seguita per l’individuazione  del  beneficiario;

f)  il link al progetto selezionato, al curriculum del soggetto  incaricato, nonche’ al contratto e  capitolato  della  prestazione,  fornitura  o servizio

Il tutto, nell’ottica dell’accessibilità totale (art. 11 del decreto legislativo 27  ottobre  2009,  n. 150).

L’assessore dichiara: “abbiamo spinto molto per questo risultato e molto dobbiamo al gruppo di persone attive nel campo della democrazia digitale che ci hanno sempre spronati ad andare avanti in questo senso. Lo scopo è dare la possibilità a tutti di controllare ciò che viene deciso dall’amministrazione” e successivamente motiva la mancata pubblicazione sino ad oggi in quanto in direzione generale e in segreteria generale ponevano il veto per la privacy dei nomi delle persone che comparivano in questi atti. Conclude dicendo che per lui Venezia è tra le primissime grandi città italiane ad aprirsi in questo modo.

A questo punto mi sorge un dubbio: chi ha fornito tali informazioni all’assessore? Presumo la direzione generale e la segreteria generale. Ebbene, caro assessore, tali informazioni sono totalmente errate. L’obbligo di pubblicazione delle determinazioni e di tutti gli atti amministrativi soggetti a pubblicità legale in rete è attivo dal 1 gennaio 2011: qualsiasi atto non pubblicato on line per cui è prevista la pubblicità legale in assenza di “affissione” all’albo pretorio on line è un atto non pubblicato – con tutto ciò che ne consegue sotto l’aspetto del procedimento amministrativo.

Riguardo alla privacy inoltre, già dal marzo 2010, ben prima dell’obbligo di pubblicazione degli atti all’albo, il garante si era preoccupato di creare un’apposita guida facendo altresì presente più volte che nel caso di erogazione di fondi la pubblicazione dei nominativi è garanzia per la collettività di trasparenza amministrativa. Se, nel comune di Arcore, il signor S. B. (o nominativo oscurato) riceve 10 mila euro di contributo quale sovvenzione all’affitto di casa, come può un “cittadino qualunque” (per usare il termine coniato dal nostro sindaco durante il consiglio comunale del 21/12/2011, data infausta per la trasparenza amministrativa della nostra città) capire se il contributo è erogato al signor Sandro Bianchi o al signor Silvio Berlusconi? Proprio per questo motivo in questi casi non vi è privacy che tenga: ne è dimostrazione l’albo dei beneficiari – obbligatorio per legge – pubblicato anche dalla nostra amministrazione comunale in cui compaiono nomi e cognomi dei beneficiari di qualsiasi contributo.

Il decreto 83/2012, che al momento in cui scrivo è stato votato al Senato, è solo una garanzia ulteriore per il cittadino di poter consultare tutte le informazioni di spesa anche successivamente al termine dei 15 giorni di pubblicazione all’albo. Non si tratta quindi di una sostituzione ad un altro obbligo di legge, ma è una garanzia aggiuntiva, un archivio sempre disponibile senza necessità di richiesta di accesso agli atti. E sfatiamo un mito: molte altre città pubblicano le determinazioni on line, da nord a sud.

Mi rivolgo quindi all’assessore Bettin (a cui invierò via mail notifica di questo articolo) chiedendogli: se un “cittadino qualunque” come il sottoscritto, leggendosi le norme ha capito e chiede di applicarle, e vede che l’apparato amministrativo le fa dire cose errate, che dovrei pensare come cittadino sul grado di preparazione di dirigenti con stipendi considerevoli? Non crede che queste “scuse” vengano poste dagli stessi dirigenti visto che la responsabilità della mancata pubblicazione ricade proprio su di loro? Caro assessore sono sicuro della sua buona fede, in quanto le parole che ha usato sul giornale sono le medesime del direttore generale, ossia sono le medesime di un apparato amministrativo che non vuole essere trasparente come lei desidera e come prevede sia lo statuto del comune che il programma elettorale della maggioranza che governa la città.

 

 

Venezia comune virtuoso? Caro Presidente ti scrivo…

Applausi per Napolitano "Aiuti a Venezia comune virtuoso"

A seguito dello strillone visto oggi dal giornalaio, ho deciso di scrivere questa lettera al Presidente della Repubblica:

Al Presidente della Repubblica

Giorgio Napolitano

 

Oggetto: Aiuti a Venezia, comune virtuoso

Gent.mo Presidente,

Le scrivo all’indirizzo e-mail presidenza.repubblica@quirinale.it (e in copia a segreteriasg@quirinale.it) auspicando che tale indirizzo sia valido, in quanto non ho trovato in alcuna parte del sito Web www.quirinale.it modalità di contatto in formato telematico. Viviamo come ben sa nell’era delle comunicazioni tramite Web, periodo in cui tra l’altro per le pubbliche amministrazioni (non per gli organi costituzionali) è obbligatorio il concetto di trasparenza con pubblicazione obbligatoria di indirizzi e-mail (tra cui le PEC), e mi aspettavo di trovare quantomeno una modalità meno “analogica” di contatto direttamente nel sito istituzionale.

Chi le scrive è un veneziano che ha avuto modo di conoscerla il 18 settembre 2008, data in cui se ben ricorda un cittadino (il sottoscritto) durante il suo attraversamento del ponte di Calatrava (ufficialmente “Ponte della Costituzione”), le ha chiesto[1]  di ricordarsi dei disabili e a cui ha risposto “senz’altro”. Non sta senz’altro a me farle presente che a quasi quattro anni di distanza, ancora oggi i disabili non possono passare quel ponte (definito oramai, il “ponte dei fallimenti” considerati i fallimenti causati alle aziende realizzatrici non ancora pagate dal Comune di Venezia…).

Il motivo che mi porta a scriverLe è dovuto alla sua dichiarazione, riportata dagli strilloni del Corriere del Veneto, durante l’evento del 8 giugno 2012 tenutosi a Piazza San Marco a Venezia. In tale evento ha detto “aiuti a Venezia, comune virtuoso”.  Come veneziano le chiedo per trasparenza la fonte di tale sua dichiarazione, ovvero da dove evince che Venezia è un comune virtuoso. Senza scomodare il recente servizio televisivo della trasmissione “OfftheReport” di RAI3 del 27 maggio 2012[2] , tra cui il problema del porto e delle grandi navi, mi chiedo come si possa definire virtuosa una città in cui – nonostante la presenza unica nel paese di un casinò con due sedi – vi sia una svendita dei gioielli immobiliari, iniziative di creazione e distruzione di opere nell’arco di pochi anni (vedasi il caso del Palazzo del Cinema, milioni di euro attinti dai fondi per i 150 anni dell’unità d’Italia ora ridotto ad una voragine che sarà ricoperta di terra e riasfaltata… come nulla fosse stato fatto), totale incapacità della gestione dei flussi turistici, del trasporto locale. Parliamo di una amministrazione che vuole privatizzare il Casinò, in quanto “rende meno di quanto previsto”, senza considerare tra l’altro che gli introiti del Casinò, per statuto, andrebbero investiti in servizi sociali… Parliamo di un Comune che non è in grado di monitorare i tempi medi di pagamento dei servizi lasciando a taluni assessori la scelta dei lavori da pagare prima degli altri… Per non parlare poi dei problemi di gestione delle sponsorizzazioni e dei restauri, applicando il concetto per cui a Venezia gli interventi si fanno solo con sponsor mentre fondi vengono spostati tranquillamente nella zona di “terraferma”, con numero più elevato di popolazione e di elettorato. Mancano ad esempio fondi per sistemare Piazza San Marco (circa un milione di euro), o per il ponte di Rialto mentre sono disponibili ben 30 milioni di euro a bilancio per rifare una strada in terraferma… i conti non tornano direi. Oltre a questo, si tratta di un comune che ha disconosciuto la parola “trasparenza”: in data 21 dicembre 2011, difatti, il consiglio comunale su indicazione del Sindaco (avvocato e docente universitario in diritto amministrativo) ha votato contro l’obbligo di legge di pubblicare nel sito Web le determinazioni dirigenziali – impedendo quindi al cittadino di conoscere come (e quanto) l’amministrazione spende in dettaglio per ogni singola determinazione [3]. Spiace inoltre segnalarLe che su tale fatto ho informato anche gli organi competenti di vigilanza, ovvero l’Ispettorato della Funzione Pubblica e CIVIT e che soltanto quest’ultimo ha risposto ad una richiesta ufficiale tramite PEC.

Dove sta quindi la virtuosità da Lei citata? Come veneziano pertanto le chiedo, auspicando in una sua risposta, di NON fornire alcun aiuto economico alla città fintanto che l’amministrazione, nell’ottica della trasparenza amministrativa, non renda chiara e limpida in rete – come previsto dalle vigenti normative – la propria attività. Vorrei far presente che gli aiuti, caro Presidente, devono essere dati a situazioni di reale bisogno: di queste  ce ne sono tante di situazioni che meriterebbero maggior attenzione, a partire dal settore sociale in ausilio delle famiglie con persone disabili e/o anziani non autosufficienti che a Venezia è stato letteralmente distrutto.

Caro Presidente se ama Venezia e vuole aiutarla, ci aiuti chiedendo anche lei maggiore trasparenza e veda di vigilare, direttamente o tramite le competenti autorità, sulla gestione di interventi sia pubblici che di riqualificazione del territorio.

Cordiali saluti.

Roberto Scano

P.S. Copia di questa lettera è stata pubblicata contestualmente all’invio anche nel mio sito Web personale.

[1] https://robertoscano.info/random-bits/calatrava-napolitano-passa-il-ponte/

[2] http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2ad0a0ec-0da2-4f18-90b1-8e15fdeff9be.html

[3] https://robertoscano.info/random-bits/trasparenza-siamo-ancora-al-muro-di-gomma/

 

Ringrazio gli amici che hanno ripreso il pezzo e lo stanno commentando su Facebook, il che mi fa capire che non si tratta di una mia forma di pazzia ma è una volontà collettiva di trasparenza. E ringrazio gli amici di venessia.com per aver dedicato un’immagine alla cosa.