Trasparenza al Comune di Venezia: siamo alla farsa

Pubblicato in 24 aprile 2012

La situazione dopo il primo articolo sulla mancata trasparenza del Comune di Venezia è diventata di particolare interesse anche per la stampa locale, in particolare l’interpretazione del Sindaco, che ha votato ed ha fatto votare la maggioranza contro una legge dello Stato, sulla necessità di non pubblicare le determinazioni “perché non consentito dalla legge” (???) e soprattutto per il fatto che il “cittadino qualunque”, a suo dire, ha meno diritto all’accesso rispetto – ad esempio – ai consiglieri comunali (i quali, tra l’altro, si sono lamentati nell’oramai storico consiglio comunale del 21 dicembre 2012 proprio riguardo l’impossibilità di accedere a tali atti).

Nei giorni scorsi ho fatto un giro per i siti Web di alcune amministrazioni, verificando che la maggior parte dall’estremo nord all’estermo sud del paese pubblicano le determinazioni dirigenziali (chi correttamente, pubblicando tutto il documento e chi furbescamente pubblica un mero elenco con numero e titolo delle determinazioni).

Alcuni esempi. Partiamo dal Veneto, dai grandi comuni:

  • Belluno male… pubblica solo allegati di delibere di giunta. Per tutto il resto, solo burocratici riferimenti.
  • Rovigo pubblica le determinazioni, così come gli altri atti previsti dalle vigenti normative.
  • Treviso pubblica le determinazioni anche se – a prima analisi – sembrano esserci dei “salti” di pubblicazione.
  • Verona si presenta con tutti gli atti in regola, determinazioni di qualsiasi genere (comprese spese minute quali acquisti proiettori in economia, ecc.).
  • Vicenza non va bene… all’albo pretorio pubblica l’elenco delle determinazioni, senza pubblicarne il testo (e quindi per poter vedere le determinazioni è necessario fare accesso agli atti).

Usciamo ora dal Veneto e facciamo un giro a campione di grandi città:

  • Bari pubblica le determinazioni, mantenendo un corposo archivio storico.
  • Cagliari riporta le determinazioni e gli atti di giunta/consiglio.
  • Firenze pubblica le determinazioni, così come gli altri atti obbligatori per legge.
  • Un plauso a Milano per l’albo pretorio. Le determinazioni così come altri atti sono on line.
  • Napoli (che usa lo stesso CMS di Venezia per il sito, mentre venezia usa un prodotto “fatto in casa” per l’albo) ha le determinazioni on line.
  • Palermo è più trasparente di Venezia. Determinazioni tutte on line.
  • Anche Roma si dimostra più trasparente di Venezia. Le determinazioni dirigenziali sono on line.
  • Torino infine pubblica le determinazioni dirigenziali così come tutti gli altri atti.

Come si può notare, Venezia è tristemente in coda alla classifica. Ma il mio comune qualcosa ha fatto! Eh si, un intervento di alto impatto tecnologico e volto alla trasparenza amministrativa. Ha modificato l’immagine di apertura della sezione delle deliberazioni on line, rimuovendo la pericolosa ed eversiva immagine contenente la dicitura “determine” e sostituendola con un più idoneo fascicolo anonimo, pieno di carta bianca e gialla, proprio per ribadire il concetto che ciò che sta nei fascicoli non è “roba per cittadini qualunque”.

Confronto tra immagine precedente e immagine attuale. Immagine attuale non ha voce determine

Ma in fin dei conti, è ciò che ha dichiarato il sindaco (che, ricordo, è avvocato e docente universitario in diritto amministrativo).

Voi tutti sapete che l’accesso agli atti è riservato a chi vi ha interesse, solo chi vi ha interesse può accedere agli atti e deve dimostrare l’interesse, primo. Secondo. Non è ammissibile un accesso per un controllo generico sulla legittimità degli atti dell’Amministrazione, ma deve essere di volta in volta esplicitato non solo l’interesse della persona, ma anche i motivi per cui si chiede l’accesso. [...]

Quindi mi dispiace, per carità sono per la massima trasparenza nell’amministrazione, ma vi sono delle limitazioni che ci pone la Legge stessa, che andremmo a infrangere se seguissimo questo orientamento. [...]

Un conto è il diritto dei Consiglieri all’accesso agli atti, un conto è prendere tutti gli atti e distribuirli così: sono due cose completamente diverse… (intervento fuori microfono) certo, tutti i Consiglieri hanno diritto di accedere agli atti e non devono dimostrare l’interesse che, invece, deve dimostrare il cittadino qualunque. Questa è la differenza.

Per chi desidera approfondire sentendo le parole direttamente dal sindaco, ecco il collegamento per accedere all’inaccessibile/incondivisibile archivio video del comune.

Bel colpo, cara amministrazione comunale! Continuiamo così, cara amministrazione, sempre in linea con il pensiero oscurantista del sindaco, sempre più simile alla città di Gerico. E i consiglieri comunali? Beh, dopo aver condiviso la lista su facebook e sui principali social network cittadini, chiedendo – ove presenti – di spiegare le motivazioni del loro voto, silenzio assoluto…

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4 Risposte a “Trasparenza al Comune di Venezia: siamo alla farsa”

  1. M. Fioretti
    apr 24, 2012

    purtroppo, quello che ha detto il sindaco:

    Non è ammissibile un accesso per un controllo generico sulla legittimità degli atti dell’Amministrazione…

    è l’art. 24 della legge 241/1990, citato alla presentazione del manifesto italiano per l’open government proprio come una delle cose da abolire per fare seriamente open government in Italia


    • Roberto Scano
      apr 24, 2012

      Il problema è che qui non si tratta di dover richiedere accesso agli atti, in quanto sono atti che la legge prevede di pubblicare all’albo pretorio :-) Non parliamo quindi di accesso a documentazione di singoli procedimenti amministrativi (per cui è chiarissimo l’art. 24), quanto a determinazioni di spesa, ecc. relative all’attività dell’amministrazione. Il dlgs. 150/2009, in particolare l’art. 11, sono chiarissimi in tal senso, così come chiara è la sentenza citata nella mia lettera all’amministrazione.

      1. La trasparenza e’ intesa come accessibilità totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti istituzionali delle amministrazioni pubbliche, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell’organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell’attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità. Essa costituisce livello essenziale delle prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione.


  2. M. Fioretti
    apr 24, 2012

    “Il problema è che qui non si tratta di dover richiedere accesso agli atti, in quanto sono atti che la legge prevede di pubblicare all’albo pretorio ”

    verissimo, lo sapevo. Ma non è a me che va spiegato, ma a tutti i colleghi, sponsor ed elettori del sindaco che quando lui dice così non si alzano e se ne vanno, solo perché ha effettivamente citato una legge dello stato. è la stessa situazione che c’è con la privacy. C’è eccome, poi se ne servono anche per non dirti dove stanno le fontanelle pubbliche


  3. [...] La domanda che mi sto ponendo è questa: quanto il giornalismo locale potrebbe fare per aiutare tutto questo empowerment, tutto questo potenziamento delle comunità pre-esistenti, e renderle maggiormente consapevoli del potere che potrebbero avere? Quanto il giornalista può fare pressione sulla propria PA locale, per stimolare legami ed equilibri nuovi nella gestione del nostro bene pubblico? Oppure detto in altro modo: il giornalismo locale nelle città intelligenti, come dovrebbe essere? E come dovrebbe rispondere ad esempi di mal governo come quello che cita anche Roberto? [...]



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  1. [...] La domanda che mi sto ponendo è questa: quanto il giornalismo locale potrebbe fare per aiutare tutto questo empowerment, tutto questo potenziamento delle comunità pre-esistenti, e renderle maggiormente consapevoli del potere che potrebbero avere? Quanto il giornalista può fare pressione sulla propria PA locale, per stimolare legami ed equilibri nuovi nella gestione del nostro bene pubblico? Oppure detto in altro modo: il giornalismo locale nelle città intelligenti, come dovrebbe essere? E come dovrebbe rispondere ad esempi di mal governo come quello che cita anche Roberto? [...]

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