Microsoft tag: informazioni con una foto!

Pubblicato il giorno 12 gennaio 2009 - Data stellare: 34035.49

Leggo oggi nel blog di un amico statunitense di una nuova soluzione: Microsoft Tag.
Qualcuno dirà subito: ecco, l’ennesima modalità per taggare qualcosa nel Web: la risposta è “sni”.

Rivoluzionario!

L’idea è interessante e sembra un’evoluzione di “Semacode“: oggi molti utenti utilizzano delle periferiche di tipo mobile dotate di fotocamera e di connessione internet. Immaginiamo che passando davanti ad un appartamento di una città come Venezia ci troviamo davanti al classico cartello “vendesi”, con numero di telefono, qualche informazione spiccia e talvolta con un indirizzo Web della società immobiliare. Se siamo fortunati, l’indirizzo da digitare sarà breve, altrimenti ci ritroveremo la classica www.immobiliareabcdicarloegiorgio.qualcosa.
Ma noi siamo abbastanza bravi e in pochi secondi digitiamo l’indirizzo. Durante il caricamento preghiamo Sant’ Espedito di Melitene (il santo protettore dei navigatori) di non trovarci davanti alla pacchiana introduzione in flash (senza possibilità di salto) e ad un sito con poche informazioni. Pieni di difficoltà riusciamo a raggiungere la pagina informativa della casa, trovando la planimetria, costi, ecc.
Secondo l’idea di Microsoft invece cosa possiamo fare per migliorarci la vita? La cosa è semplice: basta che l’immobiliare accanto al cartello ponga un logo come quello rappresentato in questa pagina. Si tratta di uno speciale codice a barre multicolore che contiene un equivalente del “tinyurl”, ossia è un sistema alternativo per rappresentare degli indirizzi Web. Tramite un apposito programma installato nel proprio palmare, possiamo essere automaticamente reindirizzati alla pagina informativa. Come? Basta scattare una foto al “Microsoft Tag” presente nell’oggetto e l’applicativo nel vostro palmare sarà in grado di portarvi nella pagina informativa.
I vantaggi sono molteplici: potremmo taggare prodotti, oggetti nei musei (per consentire di accedere alle descrizioni informative presenti nei siti ufficiali dei musei), con potenzialità infinite.
Immaginate di dover raggiungere un ristorante, di cui avete il biglietto da visita con MSTag: fate la foto e il vostro palmare vi porterà direttamente alla mappa con la destinazione prescelta. E possiamo continuare con altri esempi: orari dei treni, degli autobus, ecc.
Ma come sempre, un video vale più di mille parole.

Interessante anche il video in cui Aaron Getz, Microsoft Tag product unit manager, descrive il funzionamento della nuova tecnologia.

Non ci credete? Scaricate il programma, fate una foto all’immagine presente in questa pagina, fatela riconoscere al software installato sul vostro telefonino e verrete “teletrasportati” a questo articolo.
mstag
Attualmente il sistema di generazione dei “tag” sembra funzionare solo con account Microsoft Live ID americani: ringrazio lo staff di Microsoft Tag per avermi generato il tag per questo articolo.
E ora volete fare i geek? Fatevi il bigliettino da visita con tanto di Microsoft Tag, con link ad un vostro profilo pubblicato nel Web.

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13 Risposte a “Microsoft tag: informazioni con una foto!”

  1. Andrea
    gen 12, 2009
    Reply

    Scusa Roberto ma non capisco dove sia la ‘novità’.
    E’ una tecnologia che esiste da anni (Novembre 2006 scrivevo su shotcode ) anche se non ha mai preso davvero piede.

    Microsoft Tag mi sempra in tutto e per tutto uguale a Shotcode. Unica differenza l’uso del colore


    • Roberto Scano
      gen 12, 2009
      Reply

      Come ho scritto nel pezzo è molto simile anche ad un’altra soluzione, ma la novità sta che è qualcosa ora di larga diffusione, e prenderà piede :-)
      La differenza comunque è che MS te lo da gratis :-) Forse quelle aziende hanno pensato al prodotto troppo presto, mentre è ora il suo momento.


  2. [...] non ha mai preso piede mentre Microsot Tag parte adesso.  Roberto mi dice che il successo è solo una questione di [...]


  3. Paolo
    gen 13, 2009
    Reply

    Scano a stare vicino a Bruntetta ti si sono fulminati i neuroni. Cazzarola lo capiscei che anche questa volta Microsoft ha copiato? E ti rendi conto di cosa hai scritto nel commento sopra?
    Ecco cosa scrivi, un esempio valle 1000 parole:
    io copio una cosa che hai fatto tu, la miglioro visto che non devo fare lo sforzo di inventarla, e visto che tu sei un inventore piccolino e non hai mezzi, ci penso io che sono una multinazionale a lanciarlo. Non ti senti bruciare qualcosa?
    Credi che quelli di Semacode sono contenti?


  4. Roberto Scano
    gen 13, 2009
    Reply

    Paolo forse non ti è chiaro che sia Microsoft che Semacode che gli altri non applicano altro che quanto previsto da una specifica ISO: ISO/IEC 16022.
    Poi quello che è successo a Semacode è successo anche a me per un mio prodotto, e sono in causa proprio per questo :-)
    Se noti il trackback di Andrea Spedale, c’è pure un altro tipo di software che fa la stessa cosa: forse nessuno ha inventato la gallina, ma MS ha trovato il modo di farla fruttare. Questo è il senso di quanto ho scritto :-)


  5. Paolo
    gen 13, 2009
    Reply

    Guarda che è sfuggito a te quello che hai scritto:
    “ma la novità sta che è qualcosa ora di larga diffusione, e prenderà piede”
    e poi
    “quelle aziende hanno pensato al prodotto troppo presto, mentre è ora il suo momento”

    Poi con la chicca
    “Poi quello che è successo a Semacode è successo anche a me”
    si chiarisce tutto, incredibile. Se tu sapessi la storia e il mazzo che si sono fatti quelli di Semacode non parleresti così. Se non lo sai, Microsoft soffia sul collo a Semacode dal 2004, prima di scrivere dovresti informarti e conoscere di quello che parli, non perchè un tuo amico dice che è una figata, tu da pappagallo ripeti.


  6. Roberto Scano
    gen 13, 2009
    Reply

    Paolo si chiama mercato: se un’azienda vuole un prodotto e non glielo vendi se ne fa uno di simile. E questo non lo fa solo Microsoft verso cui c’è un odio astio ancora oggi, lo fanno tutti i grossi player presenti nel Web.
    L’intelligenza in questo caso è vendere il prodotto giusto al momento giusto e all’acquirente giusto: se quelli di semacode non l’hanno fatto avranno avuto i loro buoni motivi ma questo non significa che MS non possa crearsi un suo sistema integrato con le sue applicazioni solo perchè l’azienda X si è rifiutata di vendere qualcosa che ha sviluppato basandosi su una norma tecnica ISO ed applicandolo al Web.
    Per il tuo stesso discorso allora dovremmo far chiudere tutti i clone di youtube?


  7. Paolo
    gen 13, 2009
    Reply

    Probabilmente se ai vertici di YouTube ci fosse qualcuno che la pensa a tuo modo, farebbe causa a tutti, come dici qui:
    “Poi quello che è successo a Semacode è successo anche a me per un mio prodotto, e sono in causa proprio per questo”.

    Guardo ora le certificazioni da te conseguite e ti chiedo scusa, sei un prodotto Microsoft anche tu, cazzo ma vantarsi di essere “Preinstallation Specialist di Microsoft Windows XP Professional” è come vantarsi di essere un geometra o un ragioniere.


  8. Roberto Scano
    gen 13, 2009
    Reply

    Paolo chiudiamola qui. Se vedi quelle certificazioni risalgono ai tempi in cui facevo assistenze informatiche e ancora oggi comunque ci sono persone che installano OS per clienti senza seguire le regole di preinstallazione delle versioni OEM :-)
    E non capisco nemmeno che c’hai contro i geometri e ragionieri. Io son ragioniere per l’appunto e non mi vergogno mica di dirlo :-)
    Quindi se i discorsi devono scendere così in basso meglio finirla qui :-)


  9. Paolo
    gen 13, 2009
    Reply

    Sono ragioniere anch’io, semo tutti ragionieri


  10. Michele
    gen 14, 2009
    Reply

    Anch’io sono ragioniere. Mi sembra che appena si parla di Microsoft si dividano le acque, gli entusiasti, e gli scandalizzati. Putroppo la dura legge del mercato non e’ etica per niente. Le stesse cose avvengono anche in ambito non informatico, oppure informatico ma meno di moda…

    Comunque, volevo solo dire che secondo me il logo di Google Chrome, e’ copiato dalla Biowashball… ai posteri l’ardua sentenza.

    Con amicizia,
    Michele



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