Ladro? No, utente Imob

Pubblicato il giorno 9 novembre 2008 - Data stellare: 33858.39

Ore 10.40 di oggi, supermercato Prix Quality al Lido di Venezia. Sono in coda alla cassa ed ho solo un cliente davanti. Il signore posiziona la spesa, effettua il pagamento e si appresta ad uscire…. ma iniziano i problemi. Eh si perché inizia a suonare l’allarme furto, il classico suono e lampeggio di luci che informa le cassiere su possibili furti in negozio.
Chiaro è l’imbarazzo di questo signore, tra l’altro vestito in maglione e jeans e pertanto senza spazio “fisico” per nascondere, che ne so, cotechini o prodotti similari.
Passa e ripassa, continua a suonare. A questo punto la cassiera fa una domanda: “per caso ha l’imob”? Ed il cliente prontamente lo estrae, lo passa alla cassiera e – miracolosamente – il sistema non segnala più il potenziale furto. Il cliente – chiaramente più tranquillo – fa notare che una cosa similare è successa anche in altri supermercati di altre catene (Billa, per la precisione) e che quindi il problema è legato al sistema RFID presente nel sistema Imob.
Già a suo tempo erano stati segnalati problemi di “privacy” legati a Imob.

Attenzione quindi… che non solo Imob consente di tracciare l’utenza, ma consente anche di fare delle magre figure nei negozi dotati di sistema antitaccheggio basato su RFID!

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4 Risposte a “Ladro? No, utente Imob”

  1. Giancarlo Taroni
    mag 07, 2010
    Reply

    Ho già segnalato al garante della privacy il problema ottenendo una deludente risposta.
    Trovo assurdo tutto il sistema che sembra sia stato messo in opera da una socità (Thetis) controllata all’89% dal Consorzio Venezia Nuova.
    Io per principio non timbro l’entrata in vaporino , essendo abbonato non mi è mai stata comminata nessuna multa , solo rimbrotti.
    Secondo punto: quali costi differnziali dal biglietto cartaceo (o abbonamento) l’azienda sostiene con le carte imob?
    Ho appreso che l’impianto è costato sui 16 milioni di euro
    Saluti


  2. Giulio
    feb 15, 2011
    Reply

    I dati Imob vengono cancellati dopo 48 ore impedendo la rintracciabilità del singolo ma lasciando il dato aggregato. Il biglietto elettronico serve a monitorare l’effettivo utilizzo dei mezzi e permette di pianificare e modificare l’offerta di trasporto in funzione dei bisogni (tanti bip alla ora X=tanti utenti, quindi eventuale necessità di mettere più bus a quell’ora X). Per avere questi dati servono tutti gli utilizzi, abbonati compresi (ecco perché devono timbrare tutti). Appena si monta in bus è pertanto necessario passare il biglietto, anche dopo aver effettuato un cambio mezzo. L’implementazione del sistema è un modo per risparmiare dove si può (dove c’è poca affluenza) e rafforzare dove serve; in una parola razionalizzare. Tutto ciò cercando anche di migliorare l’offerta per gli utenti. Credo che in quest’ottica la spesa possa valere la pena


    • Roberto Scano
      feb 15, 2011
      Reply

      Certo è utile ma mi devi spiegare allora perchè assieme all’imob mantengono i “piantoni” a verificare il biglietto, perchè le porte di accesso ai servizi (vedi approdo notonave) si aprono anche senza passare l’imob, e soprattutto non credo sull’effettivo risultato visto che i biglietti fatti a bordo (sia dei bus – anche in orario non idoneo – sia nei vaporetti) sono cartacei in quanto i sistemi di controllo imob non sono stati acquistati con rfid-writer ma solo con lettore…


  3. Ain
    mar 01, 2011
    Reply

    L’Imob fa schifo! E’ devastante per gli utenti, fa solo danni, è stato un buco nell’acqua per Actv. Ammettessero almeno la schifezza che hanno provocato…



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