Free Software Foundation e PA: il PDF della discordia…

Pubblicato in 4 gennaio 2011

Durante i corsi, parlando di accessibilità e delle linee guida per i siti Web pubblici, in molti casi alcuni discenti hanno fatto presente con preoccupazione una lettera (in formato cartaceo) ricevuta dalle loro amministrazioni proveniente nientepopòdimenoche… dalla Free Sofware Foundation, di cui riporto di seguito il testo.

In sintesi, la Free Software Foundation comincia la lettera con l’oggetto: “la pubblicità di software proprietario sul suo sito”, e continua facendo presente che ad una determinata pagina è disponibile un collegamento ad un programma proprietario (nel caso, Adobe Reader) invitando quindi i visitatori del sito ad utilizzare tale prodotto rispetto ad altri disponibili sul mercato. Viene fatto un paragone con la pubblicità di prova delle automobili (???), pur facendo presente che il software promosso è comunque gratuito ma che con tale pubblicità si può invogliare all’acquisto della versione completa  ed invita a visitare sia il link di una petizione, sia il sito pdfreaders.org. Per quest’ultimo, la FSF consiglia di visitarlo per scegliere alcuni prodotti da consigliare ai visitatori del proprio sito, ovvero vale a dire: quel prodotto proprietario non devi consigliarlo, ma consiglia uno di questi.

Tralasciando la modalità di contatto con l’amministrazione, forse la Free Software Foundation prima di mandare certe lettere a delle Pubbliche Amministrazioni dovrebbe quantomeno informarsi delle normative vigenti nel nostro paese, magari proprio tramite i contatti locali della FSF coinvolti in queste missive come eventuale “riferimento” per delucidazioni (non vorrei arrivare al punto di pensare malignamente che delucidazioni significhi consulenze per la sostituzione dei prodotti…). In Italia è presente la legge 4/2004 (legge Stanca) che prevede in ogni caso di fornire servizi e prodotti accessibili. Nel sito indicato dalla lettera non sono stato in grado di identificare alcuna indicazione sulle caratteristiche di accessibilità di questi “reader” e pertanto la FSF dovrebbe indicare in queste missive quali dei prodotti “open” disponibili consente la fruibilità delle caratteristiche di accessibilità dei PDF.
Tra l’altro è da più di un mese che ho richiesto delucidazioni in merito all’indirizzo indicato nella lettera, senza ricevere risposta, mentre la black-list pubblica (e qui il garante che dice? E’ un archivio pubblico di comportamenti di utenti) rimane e viene ingrossata sempre più…

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9 Risposte a “Free Software Foundation e PA: il PDF della discordia…”

  1. gigicogo
    gen 04, 2011

    Free è la poesia, business è la prosa. E il mondo è pieno di poeti.


  2. Flavia Marzano
    gen 04, 2011

    Roberto, capisco e in parte hai ragione (almeno per quanto riguarda l’accessibilità), ma capisco la ratio di chi ha scritto quella lettera che, se non ho capito male, intendeva dire: “cara Pubblica Amministrazione, non fare pubblicità (occulta) a software proprietario”.
    In effetti a nessuna PA verrebbe in mente di dire “nel mio ente usiamo solo carta igienica Scottex” :)


    • Roberto Scano
      gen 04, 2011

      Lo so Flavia, ma l’art. 4 comma 1 della 4/2004 parla chiaro rispetto alla preferenzialità del software maggiormente accessibile rispetto agli altri, rispetto a qualsiasi altro parametro di valutazione. Quindi per assurdo una PA dovrebbe promuovere l’uso di prodotti accessibili: il problema del ritardo dell’OS rispetto al mondo dei SW proprietari non è cosa da poco!


  3. William Ghelfi
    gen 04, 2011

    Secondo me starebbe alla PA, qualora accogliesse l’invito – peraltro scritto in perfetto stile nord-mittel-europeo e per questo a noi risultante un poco troppo imperativo – di lanciare un’indagine conoscitiva tramite le risorse che ritenesse più opportune per rendersi conto della effettiva possibilità di utilizzare una delle alternative floss in rispetto della normativa vigente…


  4. Flavia Marzano
    gen 04, 2011

    l’art. 4 comma 1 della 4/2004 parla chiaro, verissimo, ma non sono sicura che la PA possa “promuovere” l’uso di prodotti accessibili scegliendone uno anziché un altro (non dovrebbe garantire indipendenza dai fornitori?).
    Il problemam hai perfettamente ragione, è il ritardo dell’OS rispetto al mondo dei SW proprietari!


  5. Alessandro Nasini
    gen 04, 2011

    Premesso che potrei essere considerato quasi un pericoloso liberticida (in quanto Partner Adobe dal ’94) trovo la “battaglia” contro Adobe Reader decisamente ridicola.

    Ho provato ad installare il reader che mi viene consigliato da pdfreaders.org (Evince): ha funzionalità talmente limitate rispetto ad Adobe Reader da essere praticamente inservibile, per non parlare delle prestazioni (erano vent’anni che non vedevo un file manager leggere una directory a scatti). Francamente, non arrivo a capire come lo si possa consigliare, se non per partito preso.


  6. Flavia Marzano
    gen 04, 2011

    Alessandro, anche io lo uso e lo consiglio, ma io non sono “pubblico”…
    La polemica della FSF è “solo” sul fatto che una PA non dovrebbe fare pubblicità a un prodotto… c’est tout!


    • Roberto Scano
      gen 04, 2011

      Flavia, la polemica della FSF è che viene promosso un prodotto commerciale e consigliano di promuoverne uno Open… non è comunque pubblicità?


  7. Flavia Marzano
    gen 04, 2011

    Si, Roberto, in questo senso si!
    Diciamo che nel caso di sw proprietario il peccato e più grave che in caso di sw libero (almeno se gratis)…
    Poi continuano a valere le tue ragioni sull’accessibilità e quelle di Alessandro sul sw buono e il sw cattivo.



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