Festa dei pirati: son tutti pirati col sedere degli altri

Pubblicato il giorno 28 marzo 2009 - Data stellare: 34238.53

Parte del titolo del post è una libera citazione di un comico di qualche anno fa, ma che calza a pennello con la situazione odierna.
Leggo della Festa dei Pirati che si terrà oggi a Roma e riporto in toto l’unico post che ho trovato in rete relativo all’argomento che sposo al 100%.

Dai torchi della Cooper editore è da poco uscita una dissertazione dal titolo La baia dei pirati – Assalto al copyright a firma del giornalista Luca Neri (da non confondersi con Gianluca Neri Macchianera). Per fargli pubblicità è stata organizzata anche la Festa dei pirati al grido di No Copyright! che si terrà questo sabato in un teatro della Garbatella a Roma. Non ho letto e non leggerò mai il libro in questione (c’ho una lista lunghissima di libri da leggere), ma ho trovato alcuni spunti di riflessione in un articolo comparso sul Corriere della sera, in cui vengono ribadite ovvietà che sanno di stantìo come:

  • «Rifiutare l’equazione pirata=ladro in favore della libertà di file-sharing, lo scambio sulla rete che le istituzioni cercano di arginare con leggi e protezione del copyright»
  • «La musica che ha più di 18 mesi difficilmente si trova nei negozi , che male c’è a scaricarla?»
  • «La pirateria è una cosa positiva, buona e moralmente giusta. Imbracciamo la bandiera dei pirati»

Non mi fraintendete, capirai! Con me si sfonda una porta aperta, non sarò certo io a dare giudizi morali sulla pirateria. Quello che mi dà fastidio è che in questa apologia del reato di scaricamento illegale (perché alla fine è di questo che si tratta) si vuole mettere in mezzo anche il mondo “free” e open source. Sì perché alla festa ci saranno concerti e spettacoli di artisti e musicisti che sono favorevoli alla diffusione della musica in internet, ma una cosa è la libera circolazione della cultura mediante l’utilizzo di licenze come le Creative Commons, ben altra il “furto” di materiale protetto da copyright. E alla fine della fiera questa festa della pirateria per me è solo una operazione commerciale finalizzata alla vendita del pamphlet in questione. Difatti sul sito della festa la cosa che occupa più spazio è l’invito all’acquisto del libro con uno sconto del 10%. Ma si tratta di un libro protetto da copyright e non c’è nessun link per poterlo scaricare liberamente..

Si notano invece blog che vedono nella festa un “qualcosa” contro il “bavaglio alla rete”, una sorta di ’68 del Web in cui si crede – alzando la voce – di poter usare la rete per qualsiasi fine, come se fosse una zona franca in cui è possibile fare tutto al di fuori delle leggi. E quindi leggendo il programma dell’evento si nota chiaramente come non si punti tanto a difendere l’uso delle tecnologie di condivisione quanto la possibilità di condividere anche contenuti anche contro la volontà degli autori che ne detengono i diritti di sfruttamento: una cosa sono le soluzioni condivise tramite licenze CC o similari, altra cosa è pretendere di potersi scambiare materiale per cui l’autore (per scelta, per contratto, per qualsiasi altro motivo) non ha il piacere o l’interesse di tale condivisione.
Di poco fa il post di Scialdone che conferma quanto scritto sopra:

Sento raccontare storie che da un punto di vista strettamente legale sono da considerarsi “illecite”, eppure… sono tutte storie che evidenziano un valore aggiunto prodotto dalle comunità rispetto ai prodotti culturali e di intrattenimento scambiati, che parlano di conservazione di documenti, di archiviazione decentralizzata, di memoria della creatività.

La pirateria dovrebbe essere ricondotta nel suo alveo naturale, le norme dovrebbero tornare ad occuparsi esclusivamente dello sfruttamento commerciale non autorizzato delle opere creative.

Ed a mio personale avviso hanno pure sbagliato a partecipare a tale iniziativa i promotori italiani del software libero: così, nell’immaginario pubblico, saranno tutti assimilati a pirati.
E su una cosa, anche come presidente dell’associazione che raggruppa chi sviluppa per il Web, sono contrario al 1000%: non è possibile dire che i pirati protestano per tutelare il file sharing e la creatività sul Web in quanto la creatività sul Web è tutt’altro.

Argomenti correlati

  • No Related Post

Tag:

18 Risposte a “Festa dei pirati: son tutti pirati col sedere degli altri”

  1. Harlock
    mar 29, 2009
    Reply

    Potevi almeno andarci e vedere di cosa si trattava realmente, è facile commentare una locandina o un manifesto e ancor più facile riportare “l’unico post sull’argomento” (non è l’unico… forse non hai cercato bene visto che molti giornali, forum, blog e agenzie di notizie flash ne parlano). Comunque non si trattava di una manifestazione bensì di un dibattito e di un libero scambio di idee sulla questione copyright e sulla pirateria informatica, hai preso un occasione per toglierti quei dubbi che tu hai tramutato in certezze nel tuo articolo. Sono tutti giornalisti con le informazioni degli altri.


  2. Roberto Scano
    mar 29, 2009
    Reply

    Se hai materiale che è pubblicabile o altro che posso valutare giramelo pure. Io ho letto il programma, gli argomenti in discussione e mentre alcuni erano tecnicamente validi e corretti, altri prendevano quella brutta piega verso l’idea di totale libertà di condivisione anche di materiale protetto (ovvero il cui autore o concessionario dei diritti da parte dell’autore non vuole divulgare tramite canali differenti dalla classica distribuzione commerciale).


  3. Harlock
    mar 29, 2009
    Reply

    Se hai pazienza su scambioetico e su tntvillage penso troverai molto materiale… tra cui anche la registrazione della giornata e di tutti i dibattiti e le iniziative, liberamente scaricabile da torrent.

    Ci tenevo solo a precisare che scrivere frasi del tipo «La musica che ha più di 18 mesi difficilmente si trova nei negozi , che male c’è a scaricarla?» equivale a travisare completametne il concetto che c’e’ ditro alle iniziative di scambio etico… ti rimando al loro sito e al loro manifesto per ulteriori informazioni e chiarimenti sul concetto di limitazione del copyright… nessuno lo vorrebbe infrangere e a nessuno piace essere etichettato come pirata, ma è anche vero che 70 anni per i diritti d’autore (con leggi che vogliono estenderlo a 95 giusto per lucrarci un po’ su) è ridicolo! La vita media di un uomo è di 65 anni, questo vuol dire che a meno di una lunga vita florida e di una genialità che permette di creare arte e opere in tenerà età, nessun artista arriva a vedere la fruizione pubblica di una sua opera previo pagamento… sono ragionamenti e discussioni del genere che hanno animato la giornata, non è stato un mero «La pirateria è una cosa positiva, buona e moralmente giusta. Imbracciamo la bandiera dei pirati». Mi scuserai se mi sento offeso da un articolo del genere. Peace


  4. Roberto Scano
    mar 29, 2009
    Reply

    Ti posso fare un esempio reale :-) Nel 2003 ho scritto un libro facendone una versione accessibile per garantire alle persone che non possono leggere la carta di poterne fruire. L’opera era fornita in formato tetralibro, ovvero libro di carta + il cd-rom contenente la versione digitale più una serie di applicazioni varie. Morale, nel tardo 2003 la versione digitale era già disponibile via P2P, poco dopo ho trovato anche il mio secondo libro (fatto sempre in quel formato) ed alla fine ho deciso con il terzo di fare solo la versione cartacea consentendo l’invio della versione digitale solamente alle persone con disabilità che la richiedono direttamente all’editore. Questa per te non è pirateria? O lo chiami “scambio etico” ? Bene lo “scambio etico” ha impedito di poter ripubblicare opere nel medesimo formato. E in questa veste parlo sia come autore che come editore che ha creduto nella cultura della rete.


  5. Harlock
    mar 29, 2009
    Reply

    Se sei un conoscitore della tecnologia sai che non è il formato a fare la differenza… sul p2p si trovano libri usciti solo in cartaceo. Lo scambio etico è una cosa completamente diversa da ciò che tu stai descrivendo… ti ho parlato di mediazione e di discussione di argomenti, il dibattito è ciò che però manca… qui non si discute su cosa sia giusto o su cosa si sbagliato ma sul come si può cambiare e sul cosa si deve cambiare… se tu avessi trovato il tuo libro pubblicato su un sito che applica le regole dello scambio etico ne avresti potuto richiedere la rimozione diretta senza doverti rivolgere a giudici o avvocati e senza spendere una lira… con una semplice mail, allungando di 2 mesi il periodo di copyright sul tuo libro, di contro ti saresti preso una bella mail da scambioetico che ti informava su come funziona la retribuzione e il guadagno nel mondo dell’editoria e delle major audio/video… questo si chiama promuovere il dialogo, quello che si fa solitamente invece si chiama repressione… dietro la repressione c’e’ sempre l’interesse di qualcuno che non ci tiene a spiegare le proprie motivazioni. Cmq per rientrare in argomento, la critica che avevo mosso al tuo articolo è basata proprio su questo, scrivere qualcosa per partito preso senza prima confrontarsi e dialogare, mi avrebbe fatto molto piacere parlare con te direttamente faccia a faccia per dirti perchè secondo me certi meccanismi sono malfunzionanti e vanno cambiati e sentire tu cosa avevi da dire sia da “autore che come editore” :P


  6. Livio
    mar 29, 2009
    Reply

    Harlock, il formato fa sì la differenza, e che differenza. Per esempio, c’è una enorme differenza fra un pdf di un libro le cui pagine sono tante belle jpeg messe in fila nel pdf e un pdf che è invece composto da vero testo.


  7. Roberto Scano
    mar 29, 2009
    Reply

    Quindi mi dici che se trovo (quindi devo investire risorse nel monitoraggio della rete) qualcuno che con scambio etico distribuisce qualcosa di mio senza autorizzazione basterebbe una mail e lo rimuovono? Forse in un mondo ideale :-) Più che altro quello che tu chiami repressione a mio avviso è la tutela verso qualcuno che non vuole il rispetto delle tue condizioni di condivisione del materiale. Se voglio condividere qualcosa, lo condivido tramite CC: perchè qualcuno deve condividere qualcosa di mio senza la mia autorizzazione? Questo per me è quello che tu invece definisci repressione, ovvero “l’interesse di qualcuno che non ci tiene a spiegare le proprie motivazioni” (ossia la motivazione che porta a riprodurre qualcosa di non tuo senza l’autorizzazione dell’autore.
    Le realtà di scambio etico dovrebbero quindi promuovere l’uso di licenze dedicate (come le CC) e bandire la pubblicazione di qualsiasi contenuto che non contenga chiaramente tale dichiarazione di licenza. Altrimenti non diventano altro che strumenti di diffusione di materiale illegale, e chiaramente ne rispondono nelle sedi più appropriate che in un paese democratico consentono ad un cittadino che si sente derubato di poter denunciare il furto e chi usa indebitamente qualcosa di sua proprietà.


  8. Harlock
    mar 29, 2009
    Reply

    Inizio rispondendo a Livio… è vero le jpeg sono scomode ma esistono strumenti come gli OCR che riconoscono i caratteri in un immagine… ci vogliono davvero 2 minuti a trasformare la scomoda jpeg in un testo e ci vorrà sempre meno a spostare i contenuti su nuove o diverse tecnologie.

    Per rispondere a te Roberto (mi premetto di darti del tu se ti da fastidio dimmelo), quello che ti ho detto riguardo allo scambio etico esiste davvero, e proprio da noi in Italia (di solito siamo considerati i più scrocconi), ti basta visitare http://www.tntvillage.scambioetico.org e http://www.scambioetico.org per accorgerti di queste realtà. TnT oltretutto è anche l’unica board di torrent in Italia (Colombo-bt è stata chiusa) e riceve mail di richeste di rimozioni dalle major all’ordine del giorno… loro le postano on-line e tu puoi riscontrare l’effettività delle rimozioni e cosa chiedono di rimuovere… ovviamente è solo un modello di pirateria informatica, oltretutto è un forum molto attivo nella promozione dell’opensource e delle licenze CC, Copyleft e GPL… puoi trovare molti programmi per linux hostati sul loro tracker e varie distribuzioni. Esiste un altro tipo di pirateria dannosa che non ha regole e che non se le pone, ed è quella del ragazzo che non vuole spendere 3 euro per andare al cinema, ma se si rivedessero le regole sui copyright e si promuovesse un modello come quello di scambioetico (anche modificandone dei punti se risultano in qualche modo “irrispettosi del lavoro di qualcuno”) il ragazzo troverebbe online siti per il p2p legali e scaricherebbe contenuti che hanno magari passato il loro periodo produttivo come alternativa all’ultimo screener di spiderman. E’ il dialogo che manca… e non venitemi a dire che trovate giusto che un film sia sotto copyright per 70 anni (tra poco 95 tengo a ribadire) solo per venderne qualche copia in più. tra 1-2 anni molte opere di Fellini dovrebbero diventare di dominio pubblico e Pirandello già dovrebbe essere liberamente rappresentabile (è morto nel 36) ma cmq frutta troppi soldi alla siae e a chi gode dei suoi diritti d’autore (ovviamente non sono gli autori ma i figli dei figli…) quindi ci si inventa sempre qualcosa per difendere questo sacrosanto copyright. Il linux Club Italia ha pubblicato un articolo in merito… se volete dargli un occhiata e farvi un idea leggere qui –> http://linux-club.org/node/2148

    Di certo non tutti gli utenti di p2p sono degli idealisti e lo fanno per difendere qualche diritto, ma visto che il fenomeno c’e’ e si vuole regolamentare che male c’e’ a discuterne con chi lo sfrutta e ha idee in merito?
    Volete sparare su chi organizza queste manifestazioni? Basta poi non lamentarsi che le cause legali non fermano il filesharing o che emule danneggia a pioggia tutti quanti :P


  9. Livio
    mar 29, 2009
    Reply

    Lo so che usando un ocr ecc ecc. Cambio esempio allora: fra un mp3 e un wav, se ascolti la musica con un buon impianto, c’è una bella differenza qualtativa. La stessa cosa accade con un jpg o un tiff ad alta risoluzione. Per un libro invece è diverso: il testo è esattamente lo stesso, non è una copia a bassa risoluzione o in formati lossy. L’hai proprio rubato, pari pari…


  10. Harlock
    mar 29, 2009
    Reply

    Anche per quanto riguarda la qualità i standard si stanno alzando (codec video nuovi per l’HD e formati lossless per l’audio) pian piano anche la rete si popola di questi formati… facilmente convertibili poi in mp3 da mettere nei propri lettori… il progressivo aumento di capacità dei dischi per lo storage di dati e la diffusione della banda larga sta facendo alzare la qualità del materiale reperibile sul p2p. Non penso che questo possa essere un freno al fenomeno.

    Se quel Rubato vuole essere una provocazione allora ti spiego come io che compro il libro sono libero di scannerizzarlo e di farmi le copie che voglio e passarle a chi voglio… basta una penna usb e tu non lo saprai mai… oltretutto il libro l’ho comprato e non rubato da uno scaffale… cosa che non mi permetterei mai di fare… anche se ricordo una vecchia pubblicità che mandavano nei cinema che iniziava con “NON RUBERESTI MAI UN AUTO, SCARICARE UN FILM E’ COME RUBARE”… cmq gli ebook non hanno mai tirato molto perchè un libro è bello da sfogliare e da toccare… da conservare e da consultare, anche da odorare… mi è capitato di scaricarne qualcuno e di andare poi a comprare la versione cartacea in libreria proprio perchè mi considero feticista per queste cose!

    Comunque ho scritto troppo e troppe volte e non mi va di diventare banale e monotono, avete internet e i riferimenti adatti, la mia intenzione iniziale era quella di sottolineare quanto il problema della pirateria vada discusso e non banalizzato e bollato per partito preso o per sentito dire… il mondo è bello perchè è vario e ci sono vari pensieri, il bianco e il nero esistono ma sono solo 2 colori in una scala cromatica infinita!



Lascia un Commento

Social Network

Facebook


 Foto su Flickr