Comune di Venezia: la censura arriva su IRIS

Pubblicato in 30 agosto 2011

Chi segue i mei scritti, in particolare sfoglia il materiale dei miei corsi, sa che nonostante i miei attacchi (per migliorare i servizi e la trasparenza) al Comune di Venezia ho sempre elogiato il servizio IRIS.

“IRIS (Internet Reporting Information System) è un servizio rivolto ai cittadini che possono così collaborare attivamente con l’Amministrazione comunale nella segnalazione dei bisogni di manutenzione urbana. Dal maggio 2008 il servizio è stato progressivamente attivato su tutto il territorio comunale.
I cittadini possono segnalare un problema indicando su una mappa online il punto in cui esso si trova ed possono caricare sul sito anche una fotografia del luogo interessato.
Sono visibili immediatamente gli uffici che hanno in carico le segnalazioni, le comunicazioni da parte dell’amministrazione comunale e lo stato di avanzamento nella soluzione del problema.
Oltre agli uffici del Comune di Venezia, partecipano ad IRIS: INSULA, PMV, Veritas, Veneto Strade, Autostrade di Venezia e Padova”

Lo strumento, nato da un’idea di Michele Vianello, è molto efficace in quanto consente al cittadino di segnalare eventuali problematiche nel territorio comunale, inoltrando la pratica direttamente all’ufficio competente. Ciò garantisce trasparenza (tutte le segnalazioni sono pubbliche) e consente una riorganizzazione (direi meglio, una razionalizzazione) degli uffici preposti a specifiche problematiche. Il cittadino ha inoltre la garanzia che il procedimento amminstrativo venga seguito nei termini previsti per legge (30 gg.), avendo chiaramente riferimenti al numero di pratica e all’ufficio assegnatario.

Sino ad oggi ho sempre trovato il servizio utile, anche se – a dire il vero – ho notato decadere la qualità delle risposte, forse a causa della mancanza di un coordinatore (in ambito politico-amministrativo) del progetto. Oggi è stato raggiunto il culmine, è stato fatto qualcosa che – nell’ottica del web sociale – è abominevole.

Ieri alle ore 16 ho inviato segnalazione inerente un presunto problema di parcheggio di biciclette del comune in un’area per cui – dal 1967 – vige un’ordinanza di divieto di parcheggio. Il problema del parcheggio delle bici al Lido è cosa oramai risaputa, con i vigili che saltuariamente (e giustamente) rimuovono le bici che parcheggiano in modo “selvaggio”.  La prova della mia segnalazione sta nella mail e nel numero della medesima.

segnalazione n. 9023

 

Posteggio vietato con rimozione a ciclomotori e biciclette. Ord. n. 3014 del 8-2-67

La segnalazione conteneva anche un’immagine, che potete vedere qui a lato: un gruppo di biciclette del servizio Comune / ASM, posteggiate al centro dell’area pedonale del Piazzale S.M. Elisabetta che creano – tra l’altro – intralcio al passaggio.

Ci sarebbero tante altre cose da fotografare, come lo stazionamento autorizzato dei bus in curva, ma per ora mi sono limitato a segnalare questa lampante problematica.

La segnalazione – come è consono – è andata subito on line e stamane volevo verificare se era stata assegnata all’ufficio competente.

Purtroppo selezionando il link presente nella mail non si raggiunge più la segnalazione e – come si può notare dall’immagine seguente – la segnalazione 9023 è l’unica mancante dall’elenco.

Segnalazioni: si passa dalla 9022 alla 9024

Oltre al fatto di essere profondamente deluso come cittadino, questo diventerà senz’altro un esempio di come NON si devono usare i servizi di e-partecipation. L’amministrazione, se riteneva errata o infondata la mia segnalazione DOVEVA chiuderla motivandolo, ma rimuovendo un’istanza di un cittadino protocollata dal sistema IRIS sta a mio avviso di fatto compiendo un falso in atto pubblico, ovvero ha cestinato un documento depositato da un cittadino in modalità telematica.

A questo punto ho scritto all’URP (Segnalazione n. 2022 del 30/08/2011):

Salve, ieri ho effettuato segnalazione su IRIS, numero 9023 di cui è stata inviata ricevuta, relativa a parcheggio irregolare di biciclette (di proprietà del Comune) su luogo non consentito.
Tale segnalazione è stata rimossa, come dimostrabile dalla visualizzazione dell’elenco segnalazioni (dove risultano passare dalle 9022 alla 9024).
Trattandosi IRIS di apertura ufficiale di pratiche di intervento da parte dell’amministrazione sono a richiedere il nominativo del responsabile al procedimento che ha rimosso la segnalazione nonché un chiarimento sulla legalità di rimozione di un documento (anziché procedere alla sua chiusura, non avendo utilizzato linguaggio non consono), falsando quindi il registro delle segnalazioni.

Prossimo aggiornamento alla risposta ufficiale da parte del comune.

Aggiornamento

Dopo qualche minuto dall’invio della comunicazione all’urp, un amico su facebook ha segnalato la ricomparsa della segnalazione.

Elenco che comprende nuovamente la segnalazione 9023

 

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2 Risposte a “Comune di Venezia: la censura arriva su IRIS”

  1. Maurizio Carlin
    ago 30, 2011

    Caro Roberto,

    innanzi tutto ti ringrazio per la costante attenzione con cui segui le attività dei Sistemi informativi del Comune di Venezia ed in particolare le evoluzioni del sistema IRIS: tutte le osservazioni ci sono utili per cercare di migliorare il sistema e, ti assicuro, su questo c’è un’impegno dimostrato anche dal fatto che la performance di IRIS è uno degli obiettivi strategici del PEG 2011.

    Come ben sai per aver seguito il sistema dai suoi esordi, IRIS nasce con l’intenzione di un rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione fondato sulla reciproca fiducia e trasparenza. Basandoci su questi principi, fin dall’inizio del servizio, la funzione di “moderazione” degli interventi è stata condivisa: proprio per evitare censure da parte della pubblica amministrazione (come voluto a suo tempo, dopo un’ampia discussione, dal Vicesindaco Michele Vianello) si è data la possibilità ai cittadini di oscurare segnalazioni e commenti, lasciando alla pubblica amministrazione il compito di decidere sul definitivo ripristino o eliminazione. Tale funzionalità è nativa e originaria del sistema e volutamente è stata sempre mantenuta.
    Ed è quello che è avvenuto nel caso da te segnalato: un cittadino ha oscurato la tua segnalazione con la motivazione “è una inutile provocazione!” e l’IRISroom, valutato il testo e la foto, la ha ripristinata.
    Pertanto, la segnalazione all’URP laddove parla di “responsabile del procedimento” e di “legalità sulla rimozione” mi troverebbe concorde se ad oscurare la segnalazione fossero solo ed esclusivamente operatori dell’IRIS ROOM.
    Nella speranza di aver argomentato compiutamente quanto avvenuto voglio esprimere anche una mia considerazione personale: il lavoro di chi sta da questa “parte” deve essere considerato come Servizio reso da una persona alla comunità e gli, eventuali, errori valutati per quello che sono senza aver l’ansia di vedere in questi abusi o reati.

    Cordialimente,

    Maurizio Carlin


    • Roberto Scano
      ago 30, 2011

      Grazie mille della segnalazione Maurizio!
      Consiglierei però di limitare gli oscuramenti ai commenti e non alle segnalazioni dei cittadini. Questo per un semplice motivo: le segnalazioni dei cittadini sono richieste di intervento da parte dell’amministrazione, con un numero progressivo assegnato e con invio al cittadino del riferimento alla pratica, mentre i commenti sono note alle segnalazioni e che quindi possono essere considerate offensive (i commenti sono sempre le cose + difficili da gestire!).
      Non essendo spiegata tale modalità all’interno del sito è chiaro che un cittadino che segnala e vede scoparire una segnalazione (senza ricevere notifica via mail sulla sospensione del contenuto e senza ottenere avviso dal sito in relazione alla sospensione), la prima cosa a cui pensa è ad una sorta di censura, stante che in questo caso la segnalazione riguarda (a mio avviso) una mancanza dell’amministrazione rispetto ad un’ordinanza vigente.
      Iris, lo ripeto, è un ottimo servizio per il quale andrebbe però monitorato anche il risultato della segnalazione. Al termine della segnalazione (ovvero quando viene considerata chiusa e/o risolta), il cittadino segnalatore dovrebbe poter esprimere un giudizio sull’intervento (anche solo con sistema di monitoraggio qualità della PA del tipo “Mettiamoci la faccia”). Altrimenti come si misura il grado di soddisfazione del servizio? Spero non basandosi solo sul numero di segnalazioni e sulla chiusura della segnalazione.



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