Calatrava: vilipendio alla Costituzione?

Pubblicato il giorno 29 agosto 2008 - Data stellare: 33661.37

Apprendo ora che la Giunta ha deliberato il nome del ponte di Calatrava, assegnandogli il tanto contestato “Ponte della Costituzione”.
A questo punto mi appello al buon senso delle associazioni di disabili chiedendo pubblicamente una volta per tutte di unirsi e di agire nelle sedi più appropriate per:

  • Chiedere l’adeguamento del ponte alle vigenti normative (utilizzando anche la legge 67/2006)
  • Chiedere una verifica della documentazione tecnica e se vi sono gli estremi per delle azioni della magistratura contabile
  • Chiedere – il ponte non venga reso accessibile – il cambio del nome perchè chiamarlo “Ponte della Costituzione” è un vero vilipendio alla Costituzione stessa, in particolar modo dell’art. 3.

Quanto sta accadendo in queste ore dimostra per l’ennesima volta che il Sindaco e la sua giunta non hanno minimo interesse nel rispetto delle normative in materia di barriere architettoniche (si continua a parlare di ovovia, mentre i problemi sono molteplici) e delle persone con disabilità e relative associazioni che le rappresentano.

Che dire se non: vergognatevi.

Questa pagina deve essere un muro di protesta da portare all’attenzione di chi sta violando la Costituzione (proprio nel sessantesimo anniversario).
Inviate anche i commenti direttamente al Sindaco e in copia alla stampa locale.

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12 Risposte a “Calatrava: vilipendio alla Costituzione?”

  1. Aldo Corsa
    ago 29, 2008
    Reply

    Sono davvero contento della scelta del nome. Finalmente si squarcia il velo dell’ipocrisia e delle belle parole.
    Da oggi tutti i disabili italiani hanno la certezza di non essere cittadini con pari diritti.
    Da oggi i disabili italiani sanno che chi amministra le città non ritiene di dover rappresentare anche loro.
    Da oggi i disabili italiani sanno che non bastano leggi, direttive europee, dichiarazioni dell’ONU, per arrestare l’ignoranza e l’indifferenza.
    Da oggi la differenza tra Costituzione formale e Costituzione sostanziale fa un nuovo balzo di qualità.
    Un ponte illegale, discriminante, offensivo al di là di ogni peggior incubo porta il nome di Ponte della Costituzione.
    Un picoolo balzo per un sindaco. Un grande balzo indietro per milioni di italiani.


  2. antonino
    ago 29, 2008
    Reply

    la denominazione di un ponte , come quella di una strada, può essere cambiata senza problemi. basta un cambio di maggioranza. basta che questa squallida vicenda sia un punto e a capo sul modo di eleggere coloro che rivestono cariche pubbliche. pertanto aggiungerei all’elenco di Roberto Scano un quarto punto: chi vorrà i voti delle persone con disabilità e dei veneziani onesti, dovrà prendere impegni precisi sul nome del ponte e sulla promozione delle persone con disabilità


  3. Diego
    ago 29, 2008
    Reply

    Quando la forma è anche sostanza…la proposta del sindaco di ricordare i 60 anni della Costituzione Italiana dedicando ad essa la passerella di Calatrava sulla quale vi sono perplessità, definiamole così almeno finchè la magistratura non abbia fatto chiarezza…sui costi, sui difetti di progettazione, sui problemi di realizzazione, sulla reale utilizzabilità, e palesi violazioni di legge, quale quella sull’accesibilità, tamponate con la solita soluzione all’italiana (costosa, complessa e praticamente inutile) è indice della cultura giuridica e della sensibilità istituzionale dell’amministrazione veneziana. Se la sostanza è che l’amministrazione ha speso fondi pubblici per un’opera almeno discutibile, in un momento in cui il comune non naviga nell’oro (almeno ogni giorno così ci riferiscono) e non ha soldi per risolvere nemmeno le problematiche sociali urgenti, non parliamo poi della produzione culturale ecc., e continua a definirla un meraviglioso esempio di architettura contemporanea…(si salvi chi puòòò) di cui Venezia aveva assolutamente bisogno…(visto che la città è povera di architetture…), ora si perde nel dibattito sul nome, e non solo del ponte (che ormai resterà “ponte di Calatrava” rassegnamoci…) ma anche dell’intera Ple. Roma…area anche questa piena di problemi, che sembra un po’ il circuito di formula uno di Montecarlo, un po’ una caotica piazza di una città del terzo mondo con auto, pulman, pedoni ovunque, una pensilina coperta che non si sa a cosa serva e gente che aspetta in “corridoi” strettissimi tra autobus e autobus…bravi gli autisti a non prender sotto qualcuno…a proposito…chissa se le carrozzelle dei disabili riescono a muoversi in questa giungla, e invece di metterci seriamente mano…pensa a cambiar nome anche a quello??? Andiamo avanti cosìììì, magari prossimamente cambieremo il nome della zona della Salute…Piazzale Ando o meglio PuntaAndo??? Visto che ci siamo…


  4. Alessandro
    ago 30, 2008
    Reply

    Possibili risposte ai tre punti:
    Punto 1) L’opera per rendere accessibile il ponte sarà l’ovovia in corso di realizzazione.
    Punto 2) C’è già una verifica contabile in corso (Corte dei Conti) e una della Magistatura Ordinaria, mi sembra possano bastare.
    Punto 3) Visto che l’ovovia è in corso di realizzazione, mi sembra del tutto infondato.


  5. Roberto Scano
    ago 30, 2008
    Reply

    Ciao Alessandro, quando parlo con te mi sembra di parlar con Cacciari o con la Rumiz :-)
    Ti rispondo perchè ti sbagli:
    1. l’ovovia non è un’opera per rendere accessibile il ponte ma una soluzione per ovviare ad una mancanza, una “leggerezza” (c’è pure il video di Cacciari che lo testimonia) rispetto all’applicazione della normativa. Vi sono poi altre problematiche per altre categorie di utenti con disabilità che non sono state considerate.
    2. collegandomi al punto 1, la verifica di cui parli chiaramente si occupa di verificare se vi siano stati “rigonfiamenti” nei costi. Qui stiam parlando che è stato finanziato (con soldi pubblici, e la legge sulle barriere architettoniche lo vieta) un’opera il cui progetto non rispettava i requisiti di legge. Quindi è TUTTO il ponte che è illegale.
    3. Per questo ultimo punto, ovvero sul nome, stiamo avviando una nuova iniziativa che sarà resa pubblica lunedì. Nulla di battagliero, solo richiesta di buon senso (come daltronde tutte le richieste che stiam facendo).


  6. Alessandro
    ago 30, 2008
    Reply

    1) se i passi normativi siano o no stati rispettati non sta a me dirlo. Ma il risultato finale sarà quello dell’ovovia, che permetterà ai disabili motori di transitare per il ponte.
    2) Non è del tutto vero. La magistratura contabile ha quel ruolo, ma la magistratura ordinaria valuta tutto l’iter, dall’appalto alla realizzazione, quindi comprende anche quell’aspetto. Oltretutto è molto azzardato dire che il ponte è illegale…


  7. Roberto Scano
    ago 30, 2008
    Reply

    1) si è incantato il disco? Ancora sicuro che l’ovovia è la soluzione che consentirà ai disabili motori di transitare per il ponte? Poniamo che questa idea sia pure vera, e gli altri disabili? Sono anche loro figli di un Dio minore?
    2) non ho paura a dichiarare quanto ho detto, l’ha dichiarato anche un avvocato su questo blog (ed è stato riportato oggi sulla stampa locale). A dire se sarà illegale o meno sarà l’azione giudiziaria che sarà avviata dalle associazioni: lasciamo alla magistratura il compito di capire chi ha “sbagliato”.


  8. antonino
    ago 30, 2008
    Reply

    da avvocato e sordo, quindi conoscitore e esperto (sulla mia pelle) di certe pratiche discriminatorie, leggendo tutte le opinioni espresse, rimango colpito dall’assoluta assenza, nelle opinioni di chi vuole che il ponte sia inaugurato e che abbia il nome di “ponte della costituzione”, di forme di rispetto e considerazione delle persone con disabilità. leggo proposte assurde … leggo proposte che di fatto legittimano la segregazione e l’esclusione … leggo proposte che di fatto rendono venezia, patrimonio dell’umanità secondo unesco, patrimonio di pochi. quindi è giusto secondo me affermare che il ponte è illegale. è una forma di libertà di espressione, perchè la legge deve essere conosciuta da tutti e vale per tutti. senza eccezioni.


  9. Claude Almansi
    ago 31, 2008
    Reply

    E se utilizzassimo Semapedia, che consente di taggare i monumenti veri con codice a barra (veramente a quadretti) che, letto con un cellulare o altro aggeggio portatile con capacità Web, porta alla pagina di Wikipedia corrispondente. Ovviamente andrebbe anche aggiornata un po’ la pagina it.wikipedia.org/wiki/Ponte_di_Calatrava, completando la parte sulle proteste dei disabili e introducendo dei sottotitoli e un sommario.


  10. Roberto Scano
    ago 31, 2008
    Reply

    Claude, per Wikipedia ho trovato una sorta di “censura” che ho bloggato qui:

    http://robertoscano.info/random-bits/wikipedia-enciclopedia-libera-di-censurare/



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