Calatrava: via gli scalini in vetro?

Pubblicato il giorno 30 settembre 2008 - Data stellare: 33751.23

Questo di fatto l’ordine di scuderia dello Studio Calatrava per ovviare ai problemi causati ai veneziani (e non solo) dal suo ponte.
Riporto il testo integrale dell’agenzia:

VENEZIA:PONTE COSTITUZIONE,SOLUZIONI CALATRAVA CONTRO CADUTE
(ANSA) – VENEZIA, 30 SET – Sostituire le 32 parti in vetro dei gradini ‘sotto accusa’ con parti in pietra: questa una delle soluzioni proposte dalla studio Calatrava per risolvere i problemi di possibili cadute sul Ponte della Costituzione, a Venezia.
Lo studio dell’architetto catalano che ha disegnato l’opera ha reso noto di aver informato i tecnici del Comune di Venezia ”circa i modi piu’ opportuni per risolvere il problema di alcuni particolari gradini del Ponte della Costituzione”, quelli doppi rispetto agli altri, all’origine di alcune lamentele. ”Secondo il direttore dei lavori ingegner Salvatore Vento – e’ detto in una nota dello studio – i piu’ distratti e/o le persone con problemi alla vista possono non percepire immediatamente il cambio di ritmo della pedata e rischiano dunque di cadere”. Da qui, la proposta della soluzione di sostituire per queste il vetro con la pietra; ”e’ un lavoro per niente complicato o costoso”, possibile al massimo in due notti se si vuole tenere il Ponte aperto. Riguardo ai problemi per gli ipovedenti legati alle sporgenze dei parapetti, vengono proposte due possibili soluzioni tra cui scegliere: alzare di 3 centimetri il pavimento davanti ai parapetti per una superficie di 60 cm quadrati, installare sul pavimento dei marcatori di acciaio o di gomma del tipo normalmente utilizzato per i non vedenti, in modo che possano intercettarli con il piede o con il bastoncino. Gli stessi marcatori potrebbero essere usati per segnare l’asse del Ponte. La decisione passa ora alla direzione lavori.(ANSA).

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Una Risposta a “Calatrava: via gli scalini in vetro?”

  1. CALATRAVA AMMETTE DI AVER SBAGLIATO A DISEGNARE GLI SCALINI DEL PONTE DELLA COSTITUZIONE A VENEZIA!

    L’ultima, ma solo in ordine di tempo, puntata dell’infinita telenovela sugli errori e sui problemi legati alla progettazione ed alla costruzione dell’ormai famigerato Ponte di Calatrava, monumento nazionale allo sperpero dei fondi di Legge Speciale per Venezia e monumento cittadino all’incapacità amministrativa del Comune di Venezia, ripropone uno dei problemi da tempo da noi evidenziati, ma tenuti nascosti, anche di fronte all’evidenza, dal Comune e dalla Direzione dei Lavori (infiniti?) per erigere il vanaglorioso Quarto Ponte sul Canal Grande: quello dell’irregolarità e della asimmetria degli scalini, con un rapporto alzata/pedata ai limiti della legalità.

    Come stanno dimostrando le quotidiane numerose cadute, il Ponte infatti risulta difficile da attraversare: il Comune è stato quindi costretto a rivolgersi ancora una volta allo studio Calatrava, che oggi annuncia la sua geniale soluzione (cito dall’ANSA): “sostituire le 32 parti in vetro
    dei gradini ‘sotto accusa’ con parti in pietra (…) per risolvere i problemi di possibili cadute sul Ponte della Costituzione, a Venezia.” In pratica è un’ammissione di aver sbagliato a disegnare gli scalini, ma anche ad aver sbagliato di progettare tutto il piano di calpestio del ponte rispetto alla sua struttura; proprio quel che avevano notato, inascoltati e derisi, i tecnici della Lorenzon anni fa…

    Quel che atterrisce e indigna è però il continuo tentativo messo in opera dagli uffici comunali di sminuire la portata colossale degli infiniti errori che emergono dalla realizzazione di un ponte pedonale che costerà 20milioni di euro. Con che coraggio il direttore dei lavori, l’ingegner Salvatore Vento può infatti prima scrivere allo studio Calatrava che: “i più distratti e/o le persone con problemi alla vista possono non percepire immediatamente il cambio di ritmo della pedata e rischiano dunque di cadere”’, poi riceve come risposta la proposta di sostituire per alcune parti del ponte il vetro con la pietra, e infine dichiarare pubblicamente con nonchalance alla cittadinanza che in fondo la sostituzione di 32 pezzi del piano di calpestio: “’e’ un lavoro per niente complicato o costoso’”, possibile al massimo in due notti se si vuole tenere il Ponte aperto?

    E che dire del fatto che restano ancora aperti problemi di attraversata per gli ipovedenti, legati alle sporgenze dei parapetti? Per i quali vengono proposte da Calatrava, ora (ma non c’aveva pensato progettandolo???) due possibili soluzioni tra cui scegliere: alzare di 3 centimetri il pavimento davanti ai parapetti per una superficie di 60 cm quadrati, o installare sul pavimento dei marcatori di acciaio o di gomma del tipo normalmente utilizzato per i non vedenti, in modo che possano intercettarli con il piede o con il bastoncino. Gli stessi marcatori, infine, sempre per lo studio Calatrava potrebbero essere usati per segnare l’asse del Ponte.

    Complimenti allo studio Calatrava, dunque; ed al direttore dei lavori: ma chi paga questi ulteriori lavori? Sempre Pantalon???

    Pietro Bortoluzzi,
    Capogruppo di An alla Municipalità di Venezia



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