Calatrava: risponde Mara Rumiz
Pubblicato il giorno 21 settembre 2008 - Data stellare: 33724.66
Il settimanale Vita ha intervistato l’assessore Mara Rumiz. Riporto il testo dell’intervista in cui, nella domanda conclusiva, l’assessore Rumiz spiega il motivo per cui il ponte di Calatrava non è accessibile.
- Vita:
- Perché non è stata ancora trovata una soluzione per rendere accessibili i ponti?
- Mara Rumiz:
- Perché non se ne può trovare una unica e universale. Abbiamo un tavolo aperto con la Sovrintendenza per scegliere modelli e materiali adatti, ma caso per caso.
- Vita:
- La Sovrintendenza sembra il nemico principale dei disabili…
- Rumiz:
- Non è così, anche se in passato ci siamo più volte scontrati. Dobbiamo ammettere che, da parte loro, negli anni l’atteggiamento è cambiato.
- Vita:
- Sono solo motivi artistici a frenare i cambiamenti?
- Rumiz:
- Anche i commercianti criticano, perché non vogliono le rampe davanti ai negozi. Gli stessi cittadini hanno spesso attaccato le nostre decisioni.
- Vita:
- Come per il ponte del Paludo Sant’Antonio?
- Rumiz:
- Esatto. Comunque dobbiamo cambiare mentalità, non possiamo vedere questi lavori come un “aggiustamento”, ma come un segno di rispetto per chi ha problemi motori.
- Vita:
- E allora perché quello di Calatrava non è accessibile?
- Rumiz:
- È stato un errore. Quando è passato l’appalto, nel 2002, non c’era l’attuale giunta, ma creare un ponte pienamente accessibile sarebbe servito a Venezia per dare un’immagine di sé come quella di una città che lavora per accogliere tutti. Come è nella realtà.
Per chi vuole approfondire anche il ponte del Paludo Sant’Antonio, per ora alcune foto fatte qualche giorno fa…
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set 23, 2008
Mi permetto alcune osservazioni sulla questione della rampa in zona Paludo S.Antonio. Non credo che nessuno contesti l’utilità della struttura: anziani, disabili e quanti devono superare il ponte con carretti e passeggini (c’è un asilo a pochi metri oltre il ponte). È la modalità di realizzazione e l’impatto della stessa a lasciare molto perplessi: uno scheletro in metallo che taglia via quasi metà dello spazio e stravolge la fondamenta, il ponte, l’angolo della calle e le vie di accesso ai posti barca nel canale.
Il ponte, per chi non ne fosse al corrente, è stato interamente risistemato e riparato un anno fa circa, scalini in pietra compresi!
I posti barca adiacenti alle retro dei padiglioni della Biennale sono stato tutti risistemati poco più di un anno fa con la posa di paline, pontili e di una apertura mobile nella ringhiera del ponte, finalmente risolvendo il disordine e il pericoloso accesso di prima (“cordata alpina” sul muro della Biennale).
Lo scheletro della rampa è stato messo in posa ignorando se non vanificando entrambi questi interventi (e, parere mio, con una scelta estetica davvero discutibile).
Date un occhio alle foto pubblicate da Roberto: possibile che non si riesca a fare dei lavori coordinati che si innestino nell’ambiente circostante, rispettando quanto già fatto (per non dire i soldi già spesi)?
Ho anche trovato questo video in YouTube, è ancora più esplicito: http://www.youtube.com/watch?v=_xibYBqdBEY
In zona sono state realizzate altre soluzioni per eliminare o ridurre le barriere architettoniche con una resa finale ben migliore di quella che si prospetta qui (vedete il campiello a pochi metri dal pontile ACTV dei Giardini, o il nuovo ponte a San Pietro).
set 24, 2008
Hai perfettamente ragione, meglio che pubblichiamo direttamente il video