set 21 2008
Calatrava: risponde Mara Rumiz
Il settimanale Vita ha intervistato l’assessore Mara Rumiz. Riporto il testo dell’intervista in cui, nella domanda conclusiva, l’assessore Rumiz spiega il motivo per cui il ponte di Calatrava non è accessibile.
- Vita:
- Perché non è stata ancora trovata una soluzione per rendere accessibili i ponti?
- Mara Rumiz:
- Perché non se ne può trovare una unica e universale. Abbiamo un tavolo aperto con la Sovrintendenza per scegliere modelli e materiali adatti, ma caso per caso.
- Vita:
- La Sovrintendenza sembra il nemico principale dei disabili…
- Rumiz:
- Non è così, anche se in passato ci siamo più volte scontrati. Dobbiamo ammettere che, da parte loro, negli anni l’atteggiamento è cambiato.
- Vita:
- Sono solo motivi artistici a frenare i cambiamenti?
- Rumiz:
- Anche i commercianti criticano, perché non vogliono le rampe davanti ai negozi. Gli stessi cittadini hanno spesso attaccato le nostre decisioni.
- Vita:
- Come per il ponte del Paludo Sant’Antonio?
- Rumiz:
- Esatto. Comunque dobbiamo cambiare mentalità, non possiamo vedere questi lavori come un “aggiustamento”, ma come un segno di rispetto per chi ha problemi motori.
- Vita:
- E allora perché quello di Calatrava non è accessibile?
- Rumiz:
- È stato un errore. Quando è passato l’appalto, nel 2002, non c’era l’attuale giunta, ma creare un ponte pienamente accessibile sarebbe servito a Venezia per dare un’immagine di sé come quella di una città che lavora per accogliere tutti. Come è nella realtà.
Per chi vuole approfondire anche il ponte del Paludo Sant’Antonio, per ora alcune foto fatte qualche giorno fa…
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Mi permetto alcune osservazioni sulla questione della rampa in zona Paludo S.Antonio. Non credo che nessuno contesti l’utilità della struttura: anziani, disabili e quanti devono superare il ponte con carretti e passeggini (c’è un asilo a pochi metri oltre il ponte). È la modalità di realizzazione e l’impatto della stessa a lasciare molto perplessi: uno scheletro in metallo che taglia via quasi metà dello spazio e stravolge la fondamenta, il ponte, l’angolo della calle e le vie di accesso ai posti barca nel canale.
Il ponte, per chi non ne fosse al corrente, è stato interamente risistemato e riparato un anno fa circa, scalini in pietra compresi!
I posti barca adiacenti alle retro dei padiglioni della Biennale sono stato tutti risistemati poco più di un anno fa con la posa di paline, pontili e di una apertura mobile nella ringhiera del ponte, finalmente risolvendo il disordine e il pericoloso accesso di prima (“cordata alpina” sul muro della Biennale).
Lo scheletro della rampa è stato messo in posa ignorando se non vanificando entrambi questi interventi (e, parere mio, con una scelta estetica davvero discutibile).
Date un occhio alle foto pubblicate da Roberto: possibile che non si riesca a fare dei lavori coordinati che si innestino nell’ambiente circostante, rispettando quanto già fatto (per non dire i soldi già spesi)?
Ho anche trovato questo video in YouTube, è ancora più esplicito: http://www.youtube.com/watch?v=_xibYBqdBEY
In zona sono state realizzate altre soluzioni per eliminare o ridurre le barriere architettoniche con una resa finale ben migliore di quella che si prospetta qui (vedete il campiello a pochi metri dal pontile ACTV dei Giardini, o il nuovo ponte a San Pietro).
Hai perfettamente ragione, meglio che pubblichiamo direttamente il video