Calatrava: rigettato il ricorso di Molinero

Pubblicato il giorno 5 ottobre 2009 - Data stellare: 34764.26

Tratto da Superando.it.

Stiamo cercando di far capire a tutti che l'ovovia non renderà accessibile quel ponte: questo il titolo del nostro più recente contributo sul Ponte della Costituzione di Venezia (lo si legga cliccando qui), la discussa opera progettata dal celebre architetto spagnolo Santiago Calatrava. Un testo dove avevamo riferito dei più recenti sviluppi riguardanti in particolare proprio l'ovovia, ovvero quella sorta di cabina che dovrebbe percorrere la struttura sul Canal Grande di Venezia, trasportando carrozzine e persone con ridotta mobilità.
Il Ponte della Costituzione sul Canal Grande a Venezia
Il Ponte della Costituzione sul Canal Grande a Venezia
«Una pezza posticcia», l'aveva definita in quell'occasione Giulio Nardone, presidente dell'Associazione Disabili Visivi (ADV), a nome della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e in ogni caso un intervento che non sanerà minimamente la discriminazione presente in un'opera di architettura contemporanea famosa in tutto il mondo, ma "nata come inaccessibile".
Si tratta di un concetto alla base anche di alcune vertenze legali sostenute dalla stessa FISH, come il ricorso per violazione della Legge 67/06 (Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni), presentato al Tribunale Civile di Milano dall'avvocato Domenico Molinero, persona con disabilità.

Ebbene, tali argomentazioni non sono state per nulla recepite dallo stesso Tribunale Civile di Milano, che in una recente Ordinanza (la si legga integralmente cliccando quiha respinto il ricorso dell'avvocato Molinero, il quale aveva chiesto che il nuovo ponte sul Canal Grande a Venezia fosse dichiarato inagibile, almeno fino a quando non fosse stata assicurata la possibilità di accedere liberamente alla sommità pianeggiante della struttura, in quanto i cento gradini di essa impediscono alla sua carrozzina di percorrerlo e lo discriminano rispetto a chi non ha problemi di mobilità.
Significativa in tal senso la conclusione del provvedimento firmato dal giudice Serena Baccolini, che capovolge in sostanza quanto da noi sempre sostenuto su queste colonne.  «Il dispositivo traslante [l'ovovia, N.d.R.] in fase di esecuzione – si legge infatti nel provvedimento - risulta assolvere all'esigenza di consentire ai diversamente abili nelle condizioni del ricorrente la diretta accessibilità al Ponte della Costituzione colmando, con una soluzione rispettosa della loro dignità, gli svantaggi riconducibili a tale condizione così da ristabilire l'uguaglianza con i soggetti che autonomamente possono accedere alla struttura ed evitare in concreto discriminazioni».

Tali argomentazioni vengono decisamente rigettate dalla FISH che, con il conforto del proprio Ufficio Legale, le ritiene «non conformi alla situazione reale e distorsive rispetto alla lettera e allo spirito della normativa vigente».
«Questa Ordinanza – commenta in particolare il presidente della Federazione Pietro Barbieri – è essa stessa un esempio di discriminazione, in quanto conferma la sopravvivenza di quelle barriere mentali che ostacolano una vera e compiuta inclusione sociale alla pari di quelle fisiche. Considerare infatti, come fa il giudice, la famigerata ovovia come un sistema alternativo che sana l'inaccessibilità del ponte, contrasta oltretutto con le caratteristiche tecniche del sistema stesso, che impongono una percorrenza della durata di 15 minuti o addirittura di mezz'ora,a seconda che la cabina si trovi da una parte o dall'altra del canale».
«Né va mai dimenticato – conclude Barbieri – che questa sorta di esposizione a una moderna, anche se tecnologica, "berlina", lungi dal favorire "le relazioni sociali e la fruizione ambientale", come stabilito dall'Ordinanza, isola e ghettizza il disabile e viola apertamente e sfrontatamente il principio fondamentale della Progettazione Universale (Universal Design)». (S.B.)

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3 Risposte a “Calatrava: rigettato il ricorso di Molinero”

  1. giovanni
    dic 20, 2009
    Reply

    Sempre solerti a Cà Farsetti!!!!!!!!!!!!!
    dopo cinque anni, ripeto cinque anni, bisogna far modificare d’urgenza alla salvaguardia ciò che aveva approvato ormai da anni, forse che non costava abbastanza quello di prima? Parlo del progetto tanto declamato, anche come date, vuoi vedere che ora ci sono anche le nuove sibille veneziane?
    Il progetto precedente costava poco più di settecentomila euro buche comprese, ora le buche non servono più, bene, l’opera ovovia costava allora circa 600.000,00€ qui si parla di oltre un milione, con prezzi da aggiornare! Poi per alleggerire l’opera mettono una cupola d’acciaio, al posto del carbonio, naturalmente al fine di alleggerire l’opera, complimenti!!!!
    Le formula uno del prossimo anno per farle più leggere le faranno di piombo!!!!!
    Dicono che le buche erano umide, certo che mettere il dispositivo nell’acqua è meglio!
    Ma veramente questi signori pensano che siamo proprio tutti così ignoranti? Quali sono i reali motivi? Economici perchè hanno soldi da buttare, oppure incapacità?
    Possibile mai che nessuno fermi questi personaggi che hanno così tanto potere di infischiarsene bellamente di chiunque?
    _________________
    Tradotto per tutti, saranno capaci?


  2. giovanni
    dic 20, 2009
    Reply

    Intanto il tempo passa e chi la dovrebbe usare… semplicemente non la usa!
    Fanno bene le associazioni ad essere inviperite, sentirsi presi in giro, è un vero affronto!
    Se era vero che la progettazione iniziale era carente, la prosecuzione è anche peggio…


  3. giovanni
    dic 27, 2009
    Reply

    Il Natale freddo dei lavoratori invisibili
    che sanno di essere nella lista nera

    Sempre del ponte di calarava…

    è inutile trascrivere tutto, leggete cliccando su questo link

    http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=85465&sez=LADENUNCIADELGIORNO

    e meditate, questo fatto è la realtà di quello che succede a venezia



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