Calatrava: per Stefano Zecchi il ponte è rovinato dall’ovovia

Pubblicato il giorno 30 dicembre 2008 - Data stellare: 33999.91

Il botto di capodanno arriva dal prof. Stefano Zecchi, docente di estetica molto conosciuto anche per le sue apparizioni televisive. Quanto sotto riportato mi fa pensare se all’interno della formazione erogata agli studenti con l’estetica sia presente il “design for all”, o se siamo ancora al periodo ellenico in cui la bellezza deve stare al di sopra di tutto.

VENEZIA. Il ponte di Calatrava? «Un’opera d’arte di grande bellezza che i veneziani stanno rovinando». Lo ha detto Stefano Zecchi, ordinario di Estetica all’Università di Milano, a «Cortina Incontra». «Il ponte di Calatrava – ha detto Zecchi – è un’opera d’arte, ma i miei concittadini si sono accorti che non ci sono le strutture per portare gli handicappati, come se in tutti gli altri ponti del mondo ve ne fossero.
Così, sotto la struttura – accusa Zecchi – stanno facendo una cosa orribile. Una porcheria, una specie di funicolare. A mio parere, sarebbe molto meglio dare un motoscafo a tutti gli handicappati d’Europa che intendono passare per Venezia».

Queste dichiarazioni però dimostrano un po’ di ignoranza in materia e lo inviterei a leggere (e studiare) le normative relative alle barriere architettoniche, uscendo un po’ dal mondo dell’estetica e avvicinandosi maggiormente al mondo reale. Che si possa essere d’accordo che l’ovovia è una porcheria (ovvero che il ponte doveva essere reso accessibile sin dalla sua nascita) è una cosa, ma negare il diritto al passaggio proponendo il vaporetto è dimostrazione di ignoranza – quantomeno – nella materia di “design for all”, abbattimento delle barriere architettoniche e soprattutto in materia di civiltà.

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6 Risposte a “Calatrava: per Stefano Zecchi il ponte è rovinato dall’ovovia”

  1. Roberto Ellero
    dic 31, 2008
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    Questo fastidio per le “brutture” che sarebbero portate dalla non discriminazione e l’idea di vincente normalità riportano ad altri momenti, forse non risolti.
    http://www.storia900bivc.it/pagine/recensioni/deoritipaolucciropa.html


  2. giovanni
    lug 31, 2009
    Reply

    Si parla sempre del ponte e dell’ovovia, disquisire se era meglio montarla lato laguna oppure dall’altro lato, è una cosa, ma come si può criticare ciò che non si conosce?
    Conoscendo molto bene il progetto e l’idea originali, vi posso assicurare che il tutto era in linea con il ponte, un’opera molto leggera e veloce, anche molto veloce!
    Certo che ora, con il senno del poi, quello che stanno facendo è veramente una cosa che fa riflettere.
    Ritengo che queste siano le cose che vanno dette: l’ovovia, un’opera moderna e all’avanguardia su un ponte altrettanto innovativo, non avebbe sollevato nessuna polemica, era una cosa armonica e utile.
    A Venezia forse mal digeriscono le cose ad alta tecnologia.


  3. Roberto Scano
    lug 31, 2009
    Reply

    Giovanni penso che il problema sia il punto di vista su cui hai fatto il post, ovvero se l’ovovia sarà utile o meno. Il problema è un altro invece: si tratta di un nuovo ponte e come ogni nuova opera deve essere libera da barriere architettoniche cosa che il ponte di Calatrava non è (e sinceramente non so come sia stato possibile costruirlo, forse il progettista ha dichiarato che il ponte era a norma? Perché se fosse così sarebbe molto grave!). L’ovovia è un “tampone” (un tàcon, come diciamo a Venezia) che doveva essere pronto entro fine 2008 e che sembra non sarà pronto nemmeno nell’anniversario dell’apertura del ponte (11 settembre). Sull’innovatività del ponte beh, effettivamente è il ponte che sta durando di meno rispetto ai ponti fatti nei secoli scorsi: gradini a pezzi, sporcizia (c’è pure un dibattito su chi deve pulire il fondo del ponte, quel bel rosso che tanto piaceva a Calatrava ora è nero dovuto al passaggio dei vaporetti: questo non era stato calcolato?), ecc.
    Sul discorso che a Venezia non si digeriscono le cose tecnologiche non è assolutamente vero, visto che si sta innovando nel campo della comunicazione/Web.
    Visto che conosci bene l’idea iniziale ed il progetto, quali sono i costi di manutenzione dell’ovovia? Ovvero, ogni quanto vanno sostituiti i binari e fatte le operazioni di manutenzione ordinaria? A che costi? Perchè già il costo dell’ovovia dovrebbe essere addebitato al realizzatore/progettista dell’opera (se ha fatto un’opera non a norma, la messa a norma spetta a lui non al comune), il costo della sua manutenzione dovremmo pagarcelo noi?
    Ah io sono uno dei veneziani che sgrida i turisti che sbattono i trolley sugli scalini dicendo: per carità di Dio, già abbiam pagato questo coso quasi 20 milioni di euro, non ce lo rompa, sia delicato!


  4. giovanni
    ago 07, 2009
    Reply

    In risposta alla tua, devo premettere che tutti dobbiamo rispettare la legge e pertanto anche le opere devono seguire (come ritengo doveroso) questa linea. Tutti gli abusi e le inefficienze è giusto che siano rilevate.
    Nel pensare ad un mondo senza barriere, indipendentemente dalle leggi, ritengo siano gravi le posizioni di molti progettisti, senza con questo addossare nulla a nessuno, semplicemente manca la.cultura.
    Credo sia opportuno scindere le due questioni, per la prima ci dovrebbe essere una magistratura che si esprime,.vedasi avv. Molinero . Per la seconda mancano proprio le basi a chi detiene i bottoni, non credo solo a Venezia.
    Banalmente: se l’opera non rispetta determinati parametri non te la commissiono, punto.
    Il post era su una questione estetica, sollevata dal prof. Zecchi non posso criticare ciò che non conosco, se lo faccio,.è demagogia .
    Per la data dell’ovovia… mi sentirei di dire che forse nemmeno per l’undici di ottobre, per natale? Ricordiamoci che nel gennaio 2007 in una conferenza stampa, è stata presentata alla stampa anche la cabina, assieme al ponte. Nelle foto dell’epoca, si vedono gli adesivi con il nome del costruttore, a quanto pare era pronta da tempo, allora, nel 2007 non era pronto il ponte… Ora?
    Quello che è almeno singolare in questa vicenda è: la mano destra non sà che fa la sinistra, si sentono affermazioni di questo tipo: mi hanno detto e io dichiaro, non mi sono esposto, non ho firmato nulla, oppure i fornitori.., ecc. e verificare? Non è responsabilità di nessuno! Sembra.
    Se il ponte ha avuto molte varianti strutturali, almeno così sentendo le voci, rifatti i conci ecc. anche dalle cifre appare…, forse chi doveva controllare ha avuto delle sviste, ora lo sà.
    Giusto perchè non sfugga e a futura memoria, con circa un milione di euro in più rispetto al prezzo iniziale, variando il materiale, lo si costruiva in acciaio inox, con una manutenzione prossima allo zero e una durata nel tempo, ritengo diversa; Chi ha comperato l’opera, sa cosa ha comperato.
    Per i gradini… direi che meritano una visitina i telai e gli attacchi stessi, il delta T è conosciuto?
    Le rotaie dell’ovovia avevano un percorso che disegnava, ho scritto disegnava, un segmento di arco perfetto, rispettando anche gli ingombri delle guide di un carrello che doveva servire per la sostituzione delle lampade e per la pulizia del ponte stesso, questo carrello non so se ora esiste. Se il percorso delle rotaie non è con un moto lineare, viaggiare in quella cabina, diventa veramente gradevole per gli appassionati di roller coaster, peccato per la lentezza. La sporcizia superiore è pur sempre incuria e maleducazione di chi vi transita, a Venezia ci sarà pur qualcuno che si occupa di questi dettagli.
    In buona sostanza, chi ha il potere lo eserciti! Sarebbe bello senza essere incalzati…
    Se a Venezia si apprezzano le cose tecnologiche sono solo felice, con quanto da te scritto e anche qui sopra, temo che non tutti gli uffici apprezzino le stesse cose.
    Riguardo al tuo tuo timore sui vari interventi di manutenzione, ti posso dire che l’idea iniziale prevedeva l’utilizzo di tecnologie che avrebbero permesso una lunga vita agli organi meccanici, materiali speciali, trattamenti adeguati, il tutto di derivazione aeronautica e le usure sarebbero state assolutamente contenute… ridicole, per anni di onorato e silenzioso servizio. Ora, da quello che ho visto, azzarderei che siamo in linea con quanto fino ad ora fatto su quell’opera, difficile parlare di costi, vediamo prima l’opera finita; Se avremo grazia. . Per i costi dell’opera, se la progettava Calatrava, forse il prezzo iniziale sarebbe stato diverso. L’opera avrebbe necessariamente avuto un qualcosa in più, non credo che abbia molta incidenza economica l’averla progettata dopo, forse si sarebbero fatte anche li molte varianti, è la cultura e la conoscenza di chi si occupa da anni di queste cose che è diversa rispetto al sentire comune.
    Certo che ogni opera atta al superamento delle barriere ha un costo, se possibile, meglio evitare le barriere, ma se non si possono o non si riesce evitarle, qualcuno se ne deve fare carico.
    Per chiudere direi, non preoccuparti eccessivamente dei trolley, i vetri come tutti sappiamo sono molto robusti, li usano anche nelle banche come sicurezza… forse serve anche su quello, come dicevo sopra, una attenta e qualificata verifica da parte di chi conosce l’argomento, non posso andare da un fabbro per farmi realizzare un orologio… poi i trasparenti, devono essere per forza di vetro? Non sarà per caso deputato al vetro l’irrigidimento del ponte? Saluti, Giovanni


  5. Roberto Scano
    ago 07, 2009
    Reply

    Concordo su tutto.
    Tra l’altro è notizia di ieri che è stato ritirato l’incarico alla ditta esecutrice per l’ovovia.


  6. giovanni
    ago 07, 2009
    Reply

    Si ma solo ora, che praticamente doveva essere completata da tempo, con un accordo economico…
    vediamo a chi affideranno l’opera… forse vedremo finalmente qualcosa di veramente utile a tutti, magari senza ulteriori polemiche.
    fra l’altro ti devo segnanlare un post che mi è veramente piaciuto. un intervento di assoluto buonsenso, se puoi dagli una scorsa, con la speranza che lo leggano anche ai piani alti… ciao

    http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=40789816&postcount=419



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