Calatrava: oltre al danno pure la beffa (parte seconda)
Ieri abbiamo visto che, in barba alle normative sulle barriere architettoniche, il ponte ai suoi due lati espone due cartelli che riportano il pomposo nome “pensato” dalla Giunta (Ponte della Costituzione) corredato da un bel logo con la carrozzella che invita i disabili a recarsi – in attesa dell’ovovia (ricordo, non voluta dai disabili ma dall’amministrazione comunale) – a prendere il vaporetto.
Oggi mi fanno notare (fonte: venessia.com), l’ennesima beffa, sul lato della stazione Trenitalia.

Come noterete dalla foto, per superare degli arditi scalini, è stata posta una maestosa rampa, al momento utilissima per un semplice motivo: il disabile può agevolmente recarsi a consultare il cartello che lo invita a prendere il vaporetto, può quindi tornare indietro e recarsi all’imbarcadero più vicino, mettersi in coda, far notare al bigliettaio la necessità del biglietto gratuito (se lo vede e se riesce a parlarci, visto che le biglietterie non sono idonee a dialogare con una persona in sedia a rotelle), ottenere il biglietto cercando poi di accedere all’imbarcadero (se non sovraccarico di gente) per poter infine salire su un mezzo pubblico per varcare il canale.
Che dire se non: la civiltà a Venezia si è fermata in stazione…
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set 15, 2008
venezia è un laboratorio perverso. si stanno provando, non si sa quanto inconsapevolmente, le tecniche di aggiramento della legge e dei regolamenti e, cosa ancora più grave, le tecniche per segmentare la collettività in comparti stagni, tagliando fuori tutti i soggetti ritenuti non produttivi, salvo poi pretendere e incassare il dovuto in termini di tasse. venezia come simbolo di tradimento di una idea, di una causa, di una normativa costata anni di battaglie. ci sarà un giudice a venezia? vedremo anche quello. altrimenti la corte di giustizia. e la corte per i diritti dell’uomo. è il momento di contarci secondo me. io non sono veneziano. ma i veneziani è ora che si contino. e che contino. sopratutto le persone con disabilità