BioWashBall: test ed analisi tecnica

Pubblicato il giorno 31 dicembre 2008 - Data stellare: 34000.16

Sono settimane che si parla di test della BioWashBall: sembra addrittura che una televisione svizzera proprio per garantire l’onorabilità della precisione elvetica, si stia organizzando nella predisposizione di diverse tipologie di test.
La cosa interessante è che dopo la trasmissione “Mi Manda Rai Tre”, l’interesse per la BioWashBall è aumentato e sono incrementate le testimonianze verso l’effettivo funzionamento del prodotto, così come le diatribe in diversi forum – anche all’interno degli stessi meetup di Beppe Grillo.

Oggi ho voluto fare qualche test armato di misuratore di PH, di una bacinella e della BioWashBall. Non avendo possibilità di utilizzare altri strumenti, ho provveduto ad agitarla un po’ nell’acqua e dopo alcuni minuti ho notato l’effettivo incrementare del PH di quasi 1 punto. Per quale motivo non sono andato oltre? Perchè questa mia prova era un piccolo test “casareccio” a seguito di quanto sto per scrivere in questo articolo, ma mi riprometto di farne uno più dettagliato nel 2009.
In questo articolo riporto un testo prodotto da “sandro-meg” che sarà pubblicato in uno dei siti del forum energeticamente, in cui si è discusso parecchio dell’argomento in questione. L’approfondimento fatto da Sandro è impressionante e conferma quantomeno l’incremento del ph e della fir. La domanda che mi pongo è: com’è possibile quindi che con test “casarecci” si ottengono risposte positive mentre con test di laboratorio presentati in TV si parla solo di minimo incremento di ph e non vengono citati documenti che Sandro ha trovato con una accurata navigazione in rete?

La BioWashBall è una bufala? Sembra proprio di no

di Sandro-meg
Io non sono ne un chimico ne un fisico ne un giornalista scientifico…. ma sembra che nessuno finora abbia ‘rilevato’ quello che sembra il segreto di Pulcinella.
Tutto inizia dallo spettacolo di Grillo dove mi fa conoscere la BioWashBall. Logicamente, anche se non del tutto convinto, acquisto la palla e comincio ad usarla con buoni risultati.
Subito mi viene in mente che possa essere solo l’azione dell’acqua a far ottenere ciò ma non indago troppo e non leggo nemmeno su quali principi si dovrebbe basare. Una volta che scoppia il caso BioWashBall beh, a quel punto, comincio a fare i miei test e le ricerche su internet scoprendo che molte informazioni date dai mass media sono inesatte o quantomeno incomplete.
Sicuramente quanto scritto qui non vuole essere e non è nemmeno una ricerca completa sull’argomento e non riesce nemmeno a dare delle risposte esaurienti. Piuttosto è uno spunto a capire un po’ meglio il fenomeno BioWashBall e tecnologia FIR.

Di cosa parliamo?

La BIOWASHBALL è distribuita in Svizzera dalla Haopi ed è basata su dei brevetti Coreani di una tecnologia chiamata TM.
La TM è uno sviluppo Coreano della “EM-Technology” dove il giapponese Dr. Teruo Higa’s ha sviluppato ,da oltre 20 anni, numerosi brevetti sulla tecnologia da lui studiata e sviluppata in tutto il mondo.
La EM si basa sul concetto dei cosiddetti ‘microrganismi effettivi’ che riescono a svolgere dei compiti che vanno dalla agricoltura al depuramento delle acque estesi poi in numerosi altri campi. La sua teoria è sicuramente non ben vista dalla comunità scientifica anche se in Asia e in molte parti del mondo è utilizzata con reali benefici.
In uno dei numerosi brevetti si nota chiaramente come sono state create le ceramiche e cioè con ossidi metallici (esempio: Aichi, Japan, Silicate: 50.14%, Titanium oxide: 0.50%, Alumina: 34.70%, Iron oxide: 1.36%, Lime: 0.24%, Magnesia: 0.10%, Potassium oxide: 0.56%, Sodium oxide: 0.30%).
I componenti sopra descritti ricordano molto i materiali che si usano per sintetizzare la Tormalina, un minerale dotato di piezoelettricità ,piroelettricità e ben conosciuto per la sua caratteristica di emissività nel campo dei infrarossi lontani con un valore superiore a 0,9.
Intorno al 1986 il Dr. Tetsujiro Kubo della università di Tokyo ha scoperto che anche polverizzando la Tormalina e riscaldandola fino anche a 1000 gradi, le sue caratteristiche elettriche non si modificavano. Il tutto fu pubblicato su Solid State Physics nel 1989 con l’articolo “Activity of Water Given Rise to by Tourmaline”.
La Tormalina è un minerale che oggi è molto utilizzato in vari prodotti commerciali (piastre per capelli, asciugacapelli, saune, indumenti, ecc.) ed è molto famoso soprattutto in Asia per i suoi effetti ionizzanti. Ci sono molti studi che suppongono che la tormalina riesca effettivamente ad emettere prevalentemente ioni negativi.
Inoltre nello stesso sito della Haopi esiste un video (formato Windows Media) come la BIOWASHBALL emetta ioni negativi spontaneamente anche a temperatura ambiente.
La maggior parte delle palle lavanti che esistono sfruttano quindi questa caratteristica della tormalina per poter ottenere un effetto ionizzante.
Sempre sulla tormalina sono state fatte inoltre ricerche sulla capacità di emettere radiazioni fir soprattutto dopo che a Taiwan alcuni ricercatori della National Yang-Ming Medical College (pubblicato poi sui American Journal of Chinese Medicine nel 1991) hanno rilevato come i guaritori Qigong emettessero una quantità superiore di calore (e quindi radiazioni infrarosse) dalle loro mani soprattutto nel campo dei infrarossi lontani (fir dai 2-15 uM).
A quel punto sono stati trovati alcuni materiali che,a differenza di altri, emettono nel campo dei fir quasi quanto le radiazioni teoriche di un corpo nero. Ulteriori ricerche sono state fatte in Cina,Giappone, Corea e nel 1993 è stato pubblicato un documento dove si confermavano alcuni aspetti interessanti nel campo medico riguardo alla Tormalina e come questa potesse operare tramite i fir.
Anche la Nasa ha eseguito delle ricerche sulle ceramiche fir per i suoi programmi spaziali.
Lascio questo piccolo preambolo fatto solo per far meglio comprendere alcune cose riguardo alla ionizzazione e alla questione dei fir che si riallacciano alla BIOWASHBALL.

L’incremento del ph

Nelle ceramiche della BIOWASHBALL ci sarebbero quindi gli effetti efficaci della Tormalina che, secondo i produttori, sarebbero da imputare a dei microrganismi efficaci presenti nella tormalina stessa. Più facile che in verità i microrganismi efficaci non siano altro che le proprietà piezoelettriche del minerale che, se anche polverizzato, riesce a mantenere le sue proprietà come descritto dai due articoli scientifici linkati sopra.
Per rendere possibile e aumentare gli effetti ionizzanti presente nella BioWashBall, bisogna che le ceramiche stesse si possono scontrare tra loro (effetto piezoelettrico) e che ci siano delle differenze di temperatura (effetto piroelettrico). Per far ciò nel cestello della lavatrice la palla si muove dentro e fuori l’acqua e quindi esistono i presupposti per ottenere la ionizzazione.
Effettivamente ho misurato il ph di un litro d’acqua a temperatura ambiente tramite un semplice tester da piscina e l’ho alterato (tramite un limone) in modo da avere un ph a circa 7 (limite inferiore del tester). Poi ho cominciato a scuotere con forza la BioWashBall all’interno dell’acqua ed esternamente (cioè in aria) per circa 5 minuti. A quel punto ho rimisurato il ph e l’ho ritrovato alzato ad oltre 8,2 (sulla sinistra il ph di partenza e sulla destra quello dopo 5 minuti).
misuratore di PH
Se si lascia la BioWashBall ferma o la si agita solo in acqua, il ph non si modifica.
Purtroppo non ho trovato documenti scientifici degni di nota che parlano degli effetti di ionizzazione della tormalina in acqua, ma penso che il test di cui sopra parli molto chiaramente.
Su internet si trova un filmato che mostra la modifica del ph relativa alla BioWashBall confrontandola con altre palle. Come si può facilmente notare le ceramiche vengono prima violentemente agitate dal cucchiaio prima che si misuri il ph.

Gli effetti dei fir

Parliamo ora degli effetti dei fir: nelle istruzioni della BioWashBall si legge :” …potenti raggi infrarossi lontani che rompono le combinazioni di idrogeno della molecola d’acqua al fine di aumentare il movimento molecolare“.
È chiaro che gli infrarossi lontani non spezzano le molecole d’acqua o di idrogeno come sostenuto da alcuni mal interpretando la frase… ma bensì rompono i legami a ponte di idrogeno che hanno le molecole d’acqua. Rompono nel senso che essendo i fir delle radiazioni infrarosso tra i 2 e i 15 um, riescono a far assorbire all’acqua (le molecole d’acqua hanno il massimo assorbimento nella regione dei fir) la vibrazione necessaria a spezzare i cluster facendoli diventare di dimensione minori. Guardate questo link che spiega in modo semplice gli effetti dei fir su una fibra messa in commercio.
Quindi le ceramiche non emettono propria energia ma bensì sono riscaldate dalla stessa acqua ed emettono infrarossi in quantità maggiore, in un specifico range di frequenze (fir), rispetto ad altri tipi di materiali che sono presenti all’interno del cestello (ad esempio il cestello stesso che è inox e che ha una emissività molto minore di 0,6 rispetto a quella della tormalina che ha più di 0,9 nel campo dei fir).
Da varie ricerche più o meno scientifiche, sembrerebbe che questi tipi di materiali possano “rompere” i cluster di grandi dimensioni riducendoli tramite un processo di “risonanza-assorbimento” tra l’acqua e le ceramiche. Questa “riduzione” potrebbe aumentare la capacita pulente dell’acqua ma questo non porta sicuramente ad un aumento di temperatura come qualcuno avrebbe presupposto.
Sono state anche eseguite delle ricerche sempre su un tipo di fibra che vanta proprietà fir, dalla Università di Ferrara (accedete al sito, poi cliccate su “ricerche” e poi su “azione sull’acqua”)
Come si può leggere dal sito, la fibra è stata avvolta (e quindi senza nessun contatto fisico con l’acqua) in un recipiente contenete acqua e ne ha modificato alcune proprietà della stessa facendo aumentare sia la mobilita delle molecole sia il potenziale zeta. Le conclusioni dichiarate del produttore porterebbero anche loro a confermare che i cluster (cioè le combinazioni dei legami a ponte di idrogeno) vengano “spezzati”.
L’università ha rilasciato questo documento dove chiaramente si riservano di eseguire ulteriori analisi ma che confermano che i cambiamenti prodotti non sono imputabili ad agenti chimici.

Il test del burro

Ho allora provato anch’io ad eseguire un test simile e cioè vedere se il potenziale zeta veniva modificato anche dalla BioWashBall.
Ho riempito di acqua calda (40 gradi) un contenitore di plastica. Poi ho inserito la BioWashBall all’interno (senza agitarla e quindi senza modificare il ph che successivamente è stato controllato) per 30 minuti (togliendola alla fine). Finito ciò ho sciolto un cucchiaio di burro sul fuoco e l’ho versato (mescolando il tutto) nell’acqua. Ho lasciato raffreddare il tutto per 12 ore.
Poi ho ripetuto il medesimo test senza però inserire la BioWashBall.
Nell’acqua non trattata con la BioWashBall, le particelle di grasso si sono raggruppate tra loro formando uno strato denso di grasso ai bordi del contenitore.Il resto dell’acqua presenta solo piccole gocce di grasso.
acqua con grasso
Purtroppo le foto non sono molto chiare… mi dispiace.
Nell’acqua trattato con la BioWashBall le particelle di grasso non si sono mosse e non si sono raggruppate tra loro. Cioè una volta che ho versato e mescolato il grasso nell’acqua, le particelle hanno occupato tutto lo specchio d’acqua e li sono rimaste anche le 12 ore successive.
acqua con grasso senza bwb
Quindi il grasso nell’acqua e “uniformemente” presente senza nessun addensamento nemmeno ai bordi del contenitore a differenza del precedente test (test ripetuti più volte e sempre con risultati identici).
Questo discorso si sposa bene con la variazione del potenziale zeta (sospensione più stabile) rilevato nel test eseguito dalla Università di Ferrara.
Questo mi porta a pensare che effettivamente la BioWashBall riesca tramite i fir a modificare in qualche maniera le caratteristiche dell’acqua e facilitare la rimozione di molecole non idrosolubili (non si aggregherebbero tra loro).

L’ultimo mistero: la rigenerazione

Passiamo ora all’ultimo mistero della BioWashBall e cioè quello riguardante la proprietà di “rigenerarsi” al sole.
Nella BioWashBall è presente anche l’ossido di titanio che viene sfruttata nei trattamenti di depurazione dell’aria e delle acque ed è mescolato,per esempio, nelle vernici/cemento perché ha la caratteristica di autopulirsi dallo smog tramite la luce del sole (raggi ultravioletti).
Una delle proprietà della BioWashBall è quella di eliminare i cloruri dall’acqua, sinceramente non saprei dirvi in maniera precisa quale sia la reazione esatta (per approfondire: Italcementi e CNR) ma la mia idea è che prima la ionizzazione e poi la successiva radiazione ultravioletta, possano prima annullare i cloruri e svolgere una azione battericida per poi far rigenerare le ceramiche magari liberandosi delle molecole rimaste “intrappolate” sulle stesse.

Conclusioni

Molta di questa tecnologia sembra fantascienza ma mi sembra giusto parlarne e discuterne senza pregiudizi anche perché in fondo,nel caso delle ceramiche, non sembrerebbero realmente microrganismi ma solo reazioni chimico/fisiche e da qui il nome tradotto dal giapponese di “microrganismi efficaci” (o effettivi).
Inoltre, da oltre un mese che sto usando la BioWashBall i panni vengono puliti e senza odore (altra caratteristica riportata dai produttori delle ceramiche). La palla lava meglio della sola acqua ma peggio del detersivo poiché mi sembra che non abbia la stessa capacita di abbassare la tensione superficiale (io non sono riuscito a verificarlo).
Comunque nel 90 % dei casi ho abbandonato il detersivo perché lo uso solo nei casi di macchie difficili facendo prima l’ammollo.
Nei test eseguiti in Italia si nega un beneficio dovuto alla palla durante il lavaggio. In altri casi i test hanno dato risultati confrontabili con il detersivo.

Se verranno confermati i risultati di cui sopra, risulterebbe chiaramente che la BioWashBall ha realmente un effetto pulente magari non uguale al detersivo, ma sicuramente maggiore rispetto alla sola acqua o con l’aggiunta di una semplice palla da tennis.
La verità non sta certo a me stabilirla anche se alcune caratteristiche sarebbero confermate dai miei test casalinghi e dalle molte persone che l’utilizzano con buoni risultati.
Vedremo se in futuro qualche ente di ricerca riuscirà a stabilire la verità riguardo non solo alla BioWashBall ma anche sugli effetti della Tormalina stessa (ionizzazione, fir , ecc.) facendo una analisi scientifica degna di questo nome.

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53 Risposte a “BioWashBall: test ed analisi tecnica”

  1. Sergio
    gen 14, 2009
    Reply

    Sandro,

    ieri sera ho fatto un mini esperimento casareccio al volo, che intendo ripetere in modo più serio:
    come te ho cercato di capire se la tensione superficiale venisse alterata dalla palla.
    Ho riempito una bacinella di acqua a circa 38°(misurata con un termometro digitale da farmacia).
    Ho preso il primo materiale leggero che avevo sottomano, cioè del borotalco, e l’ho versato nell’acqua.

    Risultato senza Biowashball: i grumi di borotalco rimangono in superficie sciogliendosi lentamente

    Risultato con Biowashball: i grumi precipitano sul fondo, la polvere più fine rimane in superficie.

    La palla è stata immersa per circa trenta secondi.
    Farò prove con altri oggetti e vedremo che succede.

    Per il test del Ph pensavo che sarebbe interessante provare a mettere la palla sotto il getto di un rubinetto(non troppo forte, come immagino sia nella lavatrice) e raccogliere l’acqua in una bacinella e poi misurarne il Ph: credo simuli meglio quanto accade in lavatrice.
    Che ne dici?


  2. sandro
    gen 14, 2009
    Reply

    Ciao Sergio
    sono contentissimo che finalmente qualcuno stia replicando qualche test !!! :) )
    Per quanto riguarda il test del ph, ogni variazione al test ben venga.
    Per quanto riguarda l’aumento del ph ,ormai con una quantita’ modesta di acqua il ph si alza sicuramente. Ora voglio vedere cosa succede ai 12-15 litri d’acqua del lavaggio nella lavatrice.
    Appena mi arriva il tester ph, provero a misurare l’acqua dello scarico.
    Ciao e buoni test !!! ;)
    Sandro


  3. Alessandro
    gen 17, 2009
    Reply

    Tutte questi test sono abbastanza interessanti. Mi domando perchè l’Haopi nel pubblicizzare questo prodotto non spiega in dettaglio il suo funzionamento come tu Roberto hai fatto? Se ha prodotto la Biowashball dovrebbe conoscere il processo chimico-fisico della Bioball, quindi perchè non lo spiega nel suo sito?


  4. Roberto Scano
    gen 18, 2009
    Reply

    Ah questo non te lo so dire. A quanto pare pure la trasmissione svizzera (una volta famosi per la precisione) dedicata alla biowashball non he na tenuto conto riproponendo invece le stesse cose di quella italiana (mi manda rai tre) con – se non sbaglio – la stessa esperta del CNR (ma in Svizzera non hanno centri ricerca? Boh!).


  5. sandro
    gen 18, 2009
    Reply

    X Alessandro

    Molto semplicemente perche’ sono dei distributori e non dei produttori.
    Penso inoltre che pochi rischierebbero la loro reputazione spiegando gli effetti dei fir e tutto quello a cui e’ associato (ripeto leggete la biofotonica di Popp per rendervi conto di che cosa si andrebbe incontro).
    Non so dove sia il confine tra realta’ e fantascienza, ma per ora mi basta lavare usando il meno possibile il detersivo.
    Ciao


  6. yesbio
    gen 19, 2009
    Reply

    Non consco nel dettagio le biowash balls.
    conosco invece Le ceramiche di miciroransimiefficaci EM.
    e li uso anche in lavatrice, per risparmare detersivo e migliorare lo stato organlettico dei tessuti.
    Vedo in questo blog un grande sforzo per dimostrare e capire scientificamente come mai questa biowshball stia funzionando.
    E’ interessante ma, se una cosa funziona, e per caso sia provato scietificamente che funziona, la ricerca della spigazione scitifica è pura curiosità.
    C’è da calcolare infatti che si chama oggi scienza perloppiu’ la chimica, e non vinene studiata molto la fisica quantistica, o la microbiologia , o le fequenze di shuman.
    E’ apprezzabile lo sforzo di capire, ma con strumenti scientifici rudimentali, e teorie scentifiche cartesiane, non si arriva lontano a capire nuove tecnologie.


  7. Simone
    gen 20, 2009
    Reply

    Yesbio…
    non avrei saputo spiegarmi in modo più chiaro del tuo!
    E questo vale per tutte le tecnologie o i metodi efficaci ma purtroppo inspiegabili con le nostre classiche conoscenze.
    Io sostengo che le prove di efficacia siano il punto di partenza per togliere i dubbi.. poi a chi ne ha le capacità, l’arduo compito di provarle scientificamente!


  8. silvano
    gen 20, 2009
    Reply

    mi intrometto nel discorso non certo per controbattere gli argomenti essendo lontano anni luce da ciò che descrivete; dalla mia terza media non me lo posso permettere!
    invece esprimo la profonda gratitudine da parte mia e (credo) da parte di coloro che utilizzano la bio-ball con ignoranza scentifica ma con quasi-certezza materiale.
    il grazie mio e di coloro che vi leggono vi giunga gradito; anche se con parole e termini scentifici avete abbastanza chiarito che la palla funziona …punto!
    grazie a voi e..perchè no, grazie ai cervelloni cinesi ce l’hanno inventata.


  9. Enrico
    gen 21, 2009
    Reply

    Ciao, non capisco come mai i risultati degli esperimenti citati dalla Dottoressa Tampieri del CNR-IRTEC sul pH siano differenti da quanto da te citato in questo articolo.

    Il pH di 1 litro d’acqua nel quale è immersa la Biowashball in situazione di rolling non cambia. (in nessuno dei 4 scenari: 1. 30′ a 20°C , 2. 90′ a 20°C, 3. 30′ a 50°C , 4. 90′ a 50°C )

    A questo punto i casi sono due: i test fatti dal gruppo del CNR sono errati oppure i tuoi test sono errati. (ci sarebbe anche un’altra opzione; cioè che entrambi i test sono errati…)


  10. Simone
    gen 21, 2009
    Reply

    Io ti dico la verità.. non credo di essere uno con paure di complotti o cose del genere, ma se fossi una multinazionale e sapessi che qualcuno sta facendo dei test su un prodotto che può cambiare notevolmente il mio fatturato, proverei a deviare il corso naturale degli eventi..
    Personalmente credo di più agli indipendenti che non alle fonti ufficiali, con tutte le eccezioni del caso ovviamente!
    Immagino che vedremo chiaramente il risolversi della situazione quando più misurazioni saranno effettuate da più persone.



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