Ago 19 2008

Calatrava a Venezia: doveroso rinviare l’inaugurazione

Pubblicato da Roberto Scano alle ore 11:12 in Calatrava, Random bits
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Il ponte di CalatravaApprendo dalla stampa locale (Gazzettino di Venezia, 19 agosto 2008, pag. III):

VENEZIA - Il ponte di Calatrava è pronto e il 18 settembre dovrebbe essere inaugurato dal Capo dello Stato. Ci sono però due problemi: l’ovovia, che non sarà installata prima di qualche mese e quindi non ci sarà e il nome, che non è stato ancora deciso.

Non voglio scendere nei dettagli e/o polemiche relative ai ritardi e/o ai costi di realizzazione dell’opera per il posizionamento del quarto ponte sul Canal Grande di Venezia, ma voglio soffermarmi per l’ennesima volta sui problemi di accessibilità e sulla progettazione “senza l’accessibilità in mente”.

Alcuni si chiederanno qual’è il problema. Mi preme citare un estratto da un post nel sito Architettura e Design:

Criticato per la mancata attenzione progettuale verso l’utenza con difficoltà motorie, al progetto del ponte di cristallo è stato affiancato quello di una particolare “ascensore” per risolvere la grossa falla progettuale dell’architetto spagnolo: un’ovovia nascosta ai piedi del ponte all’interno di una botola che, aperta a richiesta, lascia salire la cabina che accoglie al suo interno la persona disabile.

La botola viene quindi sollevata da un braccio e agganciata ad un carrello scorrevole sistemato nella parte esterna del ponte. Concluso l’attraversamento, le operazioni si ripetono partendo dall’altra sponda per consentire il percorso al contrario.

Ma l’accessibilità era stata pensata? Mi rispondo da solo grazie alla rete internet:

Il botto vero scoppiò quando si scoprì che l’architetto, nel nome della purezza delle forme, non si era minimamente posto il problema dei disabili. I quali, giustamente, piantarono la grana: possibile che dopo 434 ponti costruiti a Venezia nei secoli in cui non c’era attenzione per l’handicap, anche il primo e unico dei ponti nuovi nascesse nell’indifferenza per chi è in carrozzina? Possibile che neppure Calatrava si fosse posto l’obiettivo di conciliare l’arte con il rispetto dei diversamente abili e le leggi vigenti? E come aveva potuto la Commissione di Salvaguardia approvare l’opera accettando, tra le motivazioni del «no» ai «servoscala», anche quella che senza quegli infissi metallici l’opera offriva «un impatto visivo certamente migliore»? Messo alle strette, il Comune sterzò. E chiese al progettista di trovare una soluzione. Calatrava disse sì, però, insomma… Un tira e molla. Finché, seccato per i problemi posti a lui e non ai grandi artisti del passato, inviò una lettera incredibile.

Dove si dichiarava a malincuore pronto ad adeguare il progetto ma insisteva nel suggerire ai disabili «l’attraversamento orizzontale mediante vaporetto». Cioè «il superamento del canale a livello dell’acqua coordinato con i servizi dell’Actv». «Risposta infelice», sbottò Paolo Costa. Che diffidò l’artista: decida in fretta e piantiamola qui.

Qual’è quindi il problema? Il problema è che probabilmente il 18 settembre 2008 il Capo dello Stato inaugurerà un’opera inaccessibile, ovvero darà il benestare all’apertura di un’opera che per diversi mesi non potrà essere accessibile alle persone con disabilità motorie.

Sorvolando eventuali problematiche legali relative alla progettazione non accessibile (qualcuno dovrà senz’altro prendersi la responsabilità di aver approvato e finanziato un progetto con barriere architettoniche, il cui adeguamento ricade sulla collettività), vorrei cogliere l’occasione per chiedere pubblicamente al Sindaco di Venezia Prof. Massimo Cacciari e al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di rimandare l’inaugurazione dell’opera ad opera realmente compiuta ed accessibile a tutti. Un ponte è di fatto una struttura che consente il passaggio di persone da una sponda all’altra: come possiamo inaugurare un’opera che non consente a tutti la possibilità di utilizzarlo?

Ove non vi fosse tale sensibilità al problema, grazie alla rete auspico una giusta e sonora manifestazione di protesta da parte di chi sfortunatamente potrà solo ammirare il ponte senza attraversarlo: si sono attesi anni per avere il ponte… qualche mese in più non peserebbe a nessuno.
Sia ben chiaro: non chiedo di non aprire il ponte, ci mancherebbe! Ma quantomeno di inaugurarlo quando effettivamente l’opera sarà completa: senza l’ovovia al momento è un “ponte zoppo”.

Questo post è stato segnalato anche al Quirinale tramite l’apposito modulo di contatto presente nel sito del Presidente.

Aggiornamento del 20 agosto 2008. Avviata una petizione on-line.

Firma la petizione: un ponte per tutti

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55 risposte per “Calatrava a Venezia: doveroso rinviare l’inaugurazione”

  1. [...] dal blog di Roberto Scano ed appoggio in pieno: si costruisce, si inaugura e come al solito i disabili restano [...]

  2. Gioacchino Poletto
    19 Agosto 2008 alle ore 12:36

    Ciao Roberto,
    mi sono permesso di riportare quanto scrivi sul mio blog e non mancherò di segnalare questo fatto alle Associazioni di categoria.
    Personalmente penso che si tratti ancora una volta di un caso di emarginazione bello e buono.
    Una cosa mi chiedo e spero sia di spunto per una discussione costruttiva: ma i veneziani hanno anche il coraggio di pagare questo signor Calatrava, spagnolo, che sta disegnando ponti per mezza Italia ?
    In terra iberica non ci sono i disabili ? O ci dobbiamo mobilitare per costringerlo a sedersi per 24 ore in una sedia a rotelle ? (anche se secondo me dopo mezz’ora inzia a dare i primi segni di schizzofrenia).

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  3. Roberto Scano
    19 Agosto 2008 alle ore 16:13

    Un utile approfondimento sulla vicenda del: accessibile si, accessibile no: http://www.architettiroma.it/archivio.aspx?id=5658

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  4. Lauryn
    19 Agosto 2008 alle ore 16:14

    Io non ho assolutamente parole. Ma questo “grande artista” non si è mai fatto male ad un piede, un ginocchio, che so, un’unghia incarnita? Basta già quella a bloccarti e renderti difficoltosa quella scalinata. Per carità, esteticamente gradevole, ma l’inventiva, se si vuole trovarla, la si può trovare. Fare attraversare tramite vaporetto i disabili mi sembra una discriminazione non da poco.
    Mi sembrano proprio capricci di un’artista questi. Che si fotografi il suo ponte così com’è ora, si conservi e si ammiri la sua bella foto e ci aggiunga per favore una facilitazione per i disabili!

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  5. Franco Bomprezzi
    19 Agosto 2008 alle ore 16:16

    Io sono uno di quelli che “piantarono la grana”. Dirigevo all’epoca il portale superabile.it di Inail, dedicato ai temi delle persone disabili. Ne nacque una buona campagna di informazione sull’accessibilità con il coinvolgimento delle associazioni dei disabili, a livello nazionale, e anche dei progettisti italiani e stranieri. E’ triste che dopo tutto questo tempo si sia ancora a questo punto, cioè alla non comprensione del valore universale di un ponte sul Canal Grande, negli anni Duemila. Mi associo ovviamente all’appello per il rinvio dell’inaugurazione, e farò la mia piccola parte, con poche speranze, ma grande convinzione.
    Franco Bomprezzi

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  6. Gioacchino Poletto
    19 Agosto 2008 alle ore 16:25

    Il tam tam è iniziato.
    Per rispondere a Bomprezzi: il problema non è la non comprensione del valore universale di un ponte, ma è “dare credito ad una persona che crea e viene pagata per farlo senza sapere che una grande fetta di persone che la circondano non potrà usufruire della sua opera.
    Cosa ancor più grave il fatto che un’amministrazione pubblica non richieda certi requisiti.
    L’ignoranza la fa da padrona anche fra i “comandanti”.

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  7. Roberto Scano
    19 Agosto 2008 alle ore 16:29

    Grazie Franco. Io ho lanciato la palla… anche perchè (come dico nel pezzo sopra) qui si ricade sempre agli errori di progettazione. Non ho nulla contro Calatrava ma se passa l’idea del “facciamolo bello, basta solo quello” allora torniamo ai tempi cupi… Un bravo architetto deve saper fare le cose belle ed usabili da tutti: non sta me citare Henry Ford (Si ha vero progresso solo quando una nuova tecnologia è accessibile a tutti).

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  8. Gioacchino Poletto
    19 Agosto 2008 alle ore 16:31

    Roberto, ora ti metti anche ad interessarti di automobilismo ?
    (per sdramatizzare …)

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  9. Roberto Scano
    19 Agosto 2008 alle ore 16:34

    Naa sai che odio le automobili (da buon veneziano).

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  10. Livio
    19 Agosto 2008 alle ore 16:34

    Chissà come se la ride Antonio da Ponte, il “geometra” che alla faccia di Tiepolo, Sansovino e Palladio realizzò il ponte di Rialto.
    Perché, a parte queste assurdità (che paghiamo come Italiani, Veneziani, contribuenti, utenti tutti), avete dato un occhio alle immagini della “passerella di luce”? Ve lo immaginate sto coso a pieno carico pieno di persone in preda al panico perché sotto di sé vedono l’acqua, e il ponte si abbassa?
    Però, per me la responsabilità è del comune. Calatrava fa il suo mestiere, bene o male è un’altra questione, ma il comune avrebbe dovuto rifiutare il progetto fin dall’inizio.

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  11. [...] cambia, e quindi tutto peggiora: Un bel ponte nuovo di zecca, fresco fresco, ma completamente inviso ai disabili motori. Nel 2008 inoltrato, quasi 2009. Ci vorrebbe una bella legge che obbligasse tutti i nuovi progetti [...]

  12. Franco Bomprezzi
    19 Agosto 2008 alle ore 16:53

    Consiglio la lettura di una serie di articoli sulla rivista della Uildm, Unione Lotta alla distrofia muscolare, rintracciabili facilmente con il motore di ricerca di http://www.uildm.org . La storia dell’ovovia è esemplare. Sono d’accordo con l’osservazione di Gioacchino Poletto. Ovviamente. Ma è interessante ricordare che all’inizio venne autorevolmente detto che in fondo i disabili potevano prendere il vaporetto, che è accessibile. Il ragionamento era questo: il ponte è uno strumento per attraversare il canale, la legge obbliga a garantire almeno uno strumento alternativo, come l’ascensore lo è rispetto alle scale, o il servoscala rispetto a pochi gradini in un palazzo. Nessuna comprensione - era questo che nel mio post volevo sottolineare - del diritto alla fruizione universale di un bene pubblico, se non addirittura di un’opera d’arte (perché di questo, nel caso di Calatrava, si sta parlando, magari a sproposito). Facemmo notare all’epoca i rischi connessi alla cromia dei gradini e alla scivolosità della struttura (ipovedenti e anziani…) perché il problema non riguarda solo chi è in sedia a rotelle. Ultima considerazione, per ora: l’ovovia non credo che si fermi in cima al ponte, ma lo attraversa lentamente e basta. Bello, no?

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  13. Roberto Scano
    20 Agosto 2008 alle ore 7:06

    Cercando nella rete ho trovato questo appello del 2003:
    http://www.hbgroup.it/calatrava/Appello.htm

    Interessanti i motivi “legali”:

    1. tutte le opere pubbliche di nuova realizzazione devono essere accessibili (DPR 503/96); il progettista è obbligato a certificare la conformità degli elaborati alle disposizioni di norma (DPR 503/96 e L. 104/92 art. 24.5). Gli elaborati tecnici devono chiaramente evidenziare le soluzioni progettuali e gli accorgimenti tecnici adottati per garantire il rispetto della norma e devono essere accompagnati da una specifica relazione

    2. un’opera pubblica non accessibile non può essere finanziata (L. 41/86 e DPR 503/96)

    3. un opera pubblica non accessibile in cui “le difformità siano tali da rendere impossibile l’utilizzazione dell’opera” da parte delle persone con disabilità è dichiarata inagibile. In questi casi “il progettista, il direttore dei lavori, il responsabile tecnico degli accertamenti per l’agibilità o l’abitabilità ed il collaudatore, ciascuno per la propria competenza, sono direttamente responsabili. Essi sono puniti con l’ammenda da lire 10 milioni a lire 50 milioni e con la sospensione dai rispettivi albi professionali per un periodo compreso da uno a sei mesi” (L. 104/92 art. 24.7)

    4. il vaporetto non può essere considerato una corretta “soluzione alternativa” anche perché in contrasto con il DPR 503/96 art. 26: è l’opera in sé che deve essere accessibile in quanto spazio, monumento, opera d’arte vissuta dai cittadini. Là dove la norma (DM 236/89 art. 7) prevede che possano “possono essere proposte soluzioni alternative alle specificazioni e alle soluzioni tecniche”, chiarisce che queste debbano rispondere “alle esigenze sottintese dai criteri di progettazione”. In ogni caso è evidente che la soluzione di progetto può essere alternativa rispetto ai dettami della norma, non che il progetto possa trovare fuori del suo ambito (in questo caso in un servizio) soluzioni alternative

    5. il servoscala è consentito dalla normativa solo “negli interventi di adeguamento” (DM 236/89 art. 4.1.13) e pertanto non può essere considerata una soluzione logica e proponibile per realizzare l’accessibilità di un ponte di nuova costruzione

    6. il servoscala è consentito dalla normativa solo “per superare differenze di quota contenute” (DM 236/89 art.Art. 4.1.13) e non è quindi adeguato per superare un dislivello notevole (indicato in circa 10 metri).

    [Replica]

  14. wdef
    20 Agosto 2008 alle ore 7:21

    il contratto dovrebbe essere nullo come per i siti web, non diano un euro all’architetto.

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  15. [...] Leggo da Roberto che il famoso Ponte di Calatrava di Venezia sta per essere inaugurato. [...]

  16. S.
    20 Agosto 2008 alle ore 11:29

    E l’opera sia pagata interamente con i soldi propri degli amministratori che l’hanno approvata.

    [Replica]

  17. [...] un articolo di Roberto Scano citava un problema che riguarda la città di Venezia, o meglio, i disabili della città di Venezia. [...]

  18. Roberto Scano
    20 Agosto 2008 alle ore 12:54

    Oggi sul quotidiano locale “La Nuova Venezia” è uscito un articolo-intervista in cui ci sono alcuni spunti interessanti di discussione. Primo tra tutti, il Comune aveva promesso di inaugurare l’opera completa (parole del consigliere comunale delegato all’abbattimento delle Barriere Architettoniche, Pino Toso), mentre (cito):

    Il Comune, per voce del capo di gabinetto Calligaro e dell’ingegnere responsabile del progetto, Salvatore Vento - hanno già spiegato che, sì, è vero, era stata promessa un’inaugurazione con piena accessibilità per tutti, ma purtroppo i tempi dell’autorizzazione ministeriale al prototipo hanno inciso su quelli della realizzazione dell’ovovia, prolungandosi. Pertanto - pur scusandosi - si propende per un’inaugurazione a stralci, dal momento che comunque l’attraversamento è garantito dai mezzi Actv.

    Poi per chi vuole conoscere meglio l’ovovia, ecco un link interessante: http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3691

    [Replica]

  19. [...] ogni caso, se avete due minuti di tempo, leggete l’eccellente post di Roberto Scano al riguardo, e firmate la petizione “Un ponte per tutti”. Saranno dieci minuti [...]

  20. Alberto Arenghi
    20 Agosto 2008 alle ore 21:51

    Sono tra quelli che, insieme a Franco Bomprezzi ed altri, già nel 2002 denunciammo l’inaccessibilità dell’allora erigendo ponte.
    Oggi ci troviamo davanti all’atto finale, alla farsa!
    Nel frattempo si è passatti dalla soluzione servoscala, all’ipotesi vaporetto, per arrivare all’ovovia che, presentata dall’attuale Giunta nel luglio 2005, avevo definito un accanimento tecnologico, una sorta di servoscala cabinato che non si ferma neppure in sommità del ponte.
    In tutta questa vicenda, e parlo da ingegnere civile e persona disabile in carrozzina, non si è mai voluto capire che l’inadeguatezza del ponte stava nella sua ‘lacunosità progettuale’, figlia di una ‘cultura - o meglio subcultura - progettuale’ che ancora oggi fa vivere il tema dell’accessibilità e della fruibilità del costruito come una noiosa appendice burocratica.
    Negli ultimi anni, a partire dal ‘proclamo’ dell’assessore Rumiz che dichiarò in occasione della presentazione dell’ovovia frasi come “Mai più a Venezia opere pubbliche inaccessibili”, “C’è stata una sottovalutazione del problema dell’accessibilità: si è sbagliato nel non considerare in fase progettuale la necessità che il ponte dovesse essere superato da tutti”, “Si è persa un’occasione importante di qualificazione della città, ma d’ora in avanti l’accessibilità di un’opera costituirà uno degli elementi prioritari per la sua realizzazione”, ed altre frasi sul genere, si era parlato di ‘effetto Calatrava’. Da un errore si è ripartiti per creare una serie di azioni concrete che hanno destato interesse anche lontano da Venezia.
    Il mio auspicio è che questa spinta di Venezia come ‘laboratorio per l’accessibilità’ non si fermi, che il tutto non si riduca alla sterile polemica del momento dell’inaugurazione, che chi ha profuso serietà ed impegno (penso in primis al Consigliere Pino Toso) non diventi il capro espiatorio di tutta la vicenda! Mi auguro, al contrario, che si apra un vero e serio dibattito di cultura progettuale che faccia capire come l’accessibilità sia una qualità del costruito, che un edificio o un ponte non accessibili sono ‘brutti’ e non, come paradossalmente spesso si pensa, il contrario!

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  21. Roberto Scano
    20 Agosto 2008 alle ore 22:17

    Alberto, sono concorde con te al 100%.

    [Replica]

  22. Roberto Scano
    21 Agosto 2008 alle ore 7:22

    Dal Gazzettino di Venezia del 20 agosto 2008:

    Quarto ponte, l’inaugurazione senza ovovia crea malumori nella maggioranza
    Il ponte di Calatrava , o meglio la sua inaugurazione senza ovovia, sta causando un grande imbarazzo nella maggioranza in Consiglio comunale. Mentre il capogruppo del Pd, Piero Rosa Salva, manifesta perplessità sulla decisione di inaugurarlo senza l’ovovia per disabili, il delegato del sindaco per la rimozione delle barriere architettoniche Pino Toso potrebbe rassegnare le dimissioni dal suo incarico. Giovedì, in una conferenza stampa a Ca’ Farsetti ne spiegherà le ragioni, anche se è chiaro che la vicenda del ponte è solo l’ultima goccia, quella che fa traboccare il vaso.
    «La questione del nome - dice Rosa Salva - mi appassiona poco. La mia preoccupazione e quella del gruppo è per la questione dell’ovovia e per il passaggio dei diversamente abili. Questo è stato un tormentone fin dall’inizio e bisogna riconoscere che siamo in grande ritardo. Non è una critica a questo o quell’assessore - ribadisce il capogruppo del Pd - ma è indubbio che questa partita sia stata gestita in maniera contraddittoria. La soluzione migliore a mio parere sarebbe stata quella di realizzare un lato con pedana senza gradini. Mi pare anche che Calatrava avesse accettato e mi risulta che avesse saputo dell’applicazione delle rampe alla Venicemarathon. Questo aspetto ci preoccupa molto e il consigliere delegato Pino Toso è molto preoccupato. È un forte disagio che non possiamo sottovalutare e sul quale la giunta deve dare un segnale forte».

    [Replica]

  23. Giorgia Bacco
    21 Agosto 2008 alle ore 14:52

    Faccio presente anche a coloro che hanno indetto la petizione, che la tratta Piazzale Roma/Stazione e v/v costa 2 euro non 6.50 poichè traghetto. Per chi è in sedia a rotelle il traporto pubblico è assolutamente gratuito e l’accompagnatore paga ovunque come se avesse la carta Venezia, quindi 60 centesimi per il taghetto e 1.10 per tutte le altre tratte.
    Tra linea 1 e linea 2 vi è un traghetto ogni 5 minuti da un capo all’altro, durata ( come sai ) 1 minuto e mezzo. Si può evitare di usare questo cavolo di Ponte, no ? Non è obbligatorio.

    Mi dispiace che si faccia una petizione senza asserire il vero, essendo invalida al 75% sarei io la prima ad indignarmi, ma a volte si esagera, mi sembra.

    [Replica]

  24. Roberto Scano
    21 Agosto 2008 alle ore 16:24

    Salve Giorgia,
    le tariffe che hai indicato valgono per i residenti e/o per persone con cartavenezia (ora Imob). So benissimo che per i disabili è gratuito, avendo in famiglia due persone con invalidità fisica al 100%. Ma è gratuito per i residenti, dopo aver fatto domanda (e penso che conosci l’iter: per i miei familiari son circa 6 mesi che attendo…).
    Per lo stesso motivo allora si potrebbe dire: che necessità c’è di abbattere le barriere architettoniche degli uffici pubblici? Telefoni all’ufficio e mandi il materiale (a tue spese) tramite corriere / posta.
    Certamente si può evitare di usare il ponte restando ben pressati nei vaporetti (a parte la linea 3) ma il punto è un altro: quando si progetta si progetta per tutti, perchè ci sono normative che lo prevedono.
    Che il disabile paghi o meno poco mi importa ma se viene fatto un ponte deve esser fruibile da tutti: bambini, gestanti, infortunati, disabili, anziani.

    [Replica]

  25. Gioacchino Poletto
    21 Agosto 2008 alle ore 16:26

    Che il disabile paghi o meno poco mi importa ma se viene fatto un ponte deve esser fruibile da tutti: bambini, gestanti, infortunati, disabili, anziani.

    Copione ! ;)

    [Replica]

  26. Roberto Scano
    21 Agosto 2008 alle ore 16:39

    Il design for all non ha copyright :-)

    [Replica]

  27. Livio
    21 Agosto 2008 alle ore 18:34

    E dire che nella petizione c’è scritto chiarissimo: “un turista per il tratto Stazione FS - P.le Roma esborsa Euro 6.50″. E come si sa, a Venezia di turismo non ce n’è, tutti residenti con la carta :-)

    Livio

    [Replica]

  28. Roberto Scano
    21 Agosto 2008 alle ore 18:39

    Oltre al fatto che tutte le tariffe “speciali” non sono elencate nel listino prezzi pubblicato all’accesso ai mezzi pubblici. Come sempre per avere agevolazioni bisogna sapere, conoscere, ecc. ecc. Alla faccia della trasparenza :-)

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  29. Alberto Arenghi
    21 Agosto 2008 alle ore 18:45

    Sinceramente mi sembra che si stia divagando un po’ parlando dei prezzi dei vaporetti!
    Non vorrei che la discussione perdesse di vista il tema principale: l’accessibilità del ponte!

    [Replica]

  30. [...] in particolar modo all’incompletezza dell’opera, tema a cui avevo già dedicato un post precedente. Dai commenti raccolti, sembra che non sono l’unico soggetto che è stato [...]

  31. Roberto Scano
    21 Agosto 2008 alle ore 19:01

    Alberto, hai pienamente ragione!

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  32. Paolo Angelo Napoli
    22 Agosto 2008 alle ore 12:16

    Non sono geometra, non sono architetto, non sono ingegnere: ma basta il buon senso e appena un po’ di rispetto verso il prossimo, per capire quanta civiltà giuridica sta nelle norme che prevede, per le nuove opere edili, l’obbligo di accessibilità PER TUTTI.
    Quindi, se la norma è violata, chi l’ha violata rimedi, e se il rimedio non è possibile, sia sanzionato: è un sogno? Mi piace sognare, se tramonta il desiderio di giustizia, la giustizia muore.
    Però, ahimè, sappiamo che sul ponte di comando e della storia, chi sale e tiene il timone sono gli indivIdui peggiori [così scrive Claudio (è Claudio?) Magris].
    PAOLO ANGELO NAPOLI

    [Replica]

  33. Leris Fantini
    22 Agosto 2008 alle ore 12:19

    Mi associo all’appello di Alberto (Arenghi) che invita i progettisti a firmare una petizione in cui si chiede di inaugurare il quarto ponte di Venezia solo dopo l’installazione dell’ovovia.
    L’idea di inaugurare ora il ponte senza l’ovovia, rappresenta la farsa finale e grottesca di una vicenda (tutta italiana) che vede “l’immagine” prevalere sui diritti delle persone,.
    Come tutti ben sanno, non c’è niente di più stabile del provvisorio.
    Il pericolo che il ponte rimanga senza la “toppa” (la soluzione pensata a posteriori per renderlo in qualche modo accessibile), può diventare una triste realtà.
    Evidentemente la soluzione ovovia non mi esalta, per certi versi sarebbe meglio e più coerente che non vi fosse, ma credo che la petizione/polemica debba essere sostenuta affinchè si riesca a parlare di accessibilità in termini di cultura progettuale trasversale.

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  34. [...] Prof. Massimo Cacciari, e pubblicata su Affari Italiani in cui si riprende la problematica del Ponte di Calatrava inaccessibile ai disabili. Caro Cacciari, mi stai deludendo. Hai deciso di inaugurare il ponte di Calatrava sul Canal [...]

  35. paguz
    22 Agosto 2008 alle ore 13:44

    Sul ponte degli Scalzi ho notato una nuova crepa!!! Cattivo presagio?

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  36. Roberto Scano
    22 Agosto 2008 alle ore 14:00

    C’è pure un video-documentario che si chiama Venezia, Crepa e che documenta tutte le crepe e problemi di Venezia….

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  37. Roberto Scano
    22 Agosto 2008 alle ore 15:06

    Dal Gazzettino di Venezia del 22 agosto 2008, una lettera di una lettrice:

    Con il Calatrava
    un’altra barriera

    per i disabili

    Sono una laureanda veneziana disabile e, come tale, ho provato indignazione e sconcerto nel leggere che il ponte di “Calatrava” sarà inaugurato nonostante non sia accessibile alle persone con difficoltà motorie.A parte il fatto di non ottemperare ai dettami della legge vigente, questo episodio evidenzia una totale mancanza di sensibilità civica da parte dell’ amministrazione comunale. La stessa amministrazione che non ha saputo in tutti questi anni trovare un rimedio efficace al problema delle barriere architettoniche che in città è quantomai pressante.Mi si permetta un’ultima annotazione, anche se a molti potrà risultare fine a se stessa: con i fondi necessari alla realizzazione di questa opera monumentale, sarebbe stato possibile fare di Venezia una città realmente e permanentemente a misura di disabile. Questo sarebbe stato il suo vero fiore all’ occhiello e il segno tangibile della modernità che avanza!
    Agnese Villa Boccalari - Lido di Venezia

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  38. agostino coluzzi
    24 Agosto 2008 alle ore 21:35

    giusto rinviare l’inaugurazione. Mi associo all’appello!

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  39. Michele Scarazzato
    25 Agosto 2008 alle ore 15:59

    condivido l’indicazione a rinviare l’inaugurazione. E’ inaudito che nel 2008 si debbano ancora esercitare pressioni affinchè le opere pubbliche siano accessibili a tutti. La civiltà di un popolo si misura anche dalla sua capacità di dare a tutti gli abitanti pari opportunità.

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  40. Marco Sagliocco
    26 Agosto 2008 alle ore 12:21

    Dal Corriere.it :Ponte di Calatrava, troppe polemiche Salta l’inaugurazione con Napolitano

    ecco il link all’articolo sul ponte di Calatrava.

    ciao,

    Marco

    [Replica]

  41. carmen tesè
    26 Agosto 2008 alle ore 12:27

    alberto sono con te!!!!! scandoloso progettare oggi senza il senso di “accessibilità”. un abbraccio

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  42. Enrico
    27 Agosto 2008 alle ore 9:08

    Delusione! dopo aver speso tanti ml di euro il ponte alla sua inaugurazione non è ancora pronto! Ma non mi meraviglio più di tanto siamo pur sempre in Italia. Poi ci sentiamo offesi e tiriamo fuori l’orgoglio italiano quando gli stranieri ci punzecchiano, ebbene! perchè non tirarlo fuori al momento opportuno? Il ponte deve essere aperto quando potrà essere utilizzato da tutti i contribuenti italiani, diversamente abili compresi. Ciao!

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  43. Stefano Ghizzi
    27 Agosto 2008 alle ore 10:58

    Salve sono un concittadino Italiano emigrato in Spagna….

    Calatrava qui ha fatto diversi “porcai” famoso il ponte di bilbao dove la gente scivola quando piove…lasciamo perdere…

    ai valenciani non glielo toccare senno’…..

    per quello che riguarda venezia beh Calatrava si e’ scordato dei disabili….cosa gravissima per uno che dovrebbe essere buon architetto….

    ma credo che si sia fatto condizionare dal sistema italiano…..per ogni cosa che si facia nel nostro”bel paese” sempre ci saranno critiche….sempre!! sempre ci saranno SPRECHI E SPRECHI…

    non ci sara’ MAI il modo di progetare e FARE cose senza sprechi e polemiche (non inutili in questo caso.le polemiche delle barriere sono legittime e le difendo)

    le discariche non le vuole nessuno,i parchi eolici non li vuole nessuno….rovinano i monti…il ponte nuovo a venezia (che e’ una buona idea) l’hanno fatto a vanvera…pero’ il progresso piace a tutti…il modo per fare le cose bene e valorando tuto quello che serve senza troppi difetti c’e'…E’ CHE IN ITALIA SE NON CI MANGIANO CERTE PERSONE NON VA’ BENE…..VERGOGNA SISTEMA ITALIANO! IO IL MIO PAESE LO AMERO’ SEMPRE…QUELLO CHE ODIERO’ SONO I POLITICI E I CORROTTI…SEMPRE!!

    [Replica]

  44. miko
    28 Agosto 2008 alle ore 16:46

    ciao roberto… un amico veneziano mi ha presentato la tua petizione e dopo averla letta e firmata ho deciso di inserirla nel mio blog… non so se servirà a far conoscere un pò questa tua giusta battaglia ma lo spero tanto; sono un architetto e un disabile per me viene prima di ogni altra persona… calatrava e il suo ponte possono aspettare.

    miko… http//www.paginemerse.blogspot.com

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  45. Roberto Scano
    28 Agosto 2008 alle ore 18:36

    Grazie Mirko! Ma è la battaglia di tutti!
    Guarda cosa ha dichiarato alla stampa locale il Sindaco:

    http://www2.comune.venezia.it/letturagevolata/newsletter/index.asp?scelta=leggi&idarticolo=16572&idrassegna=4&archivio=1&idmenu=7

    «Siamo di fronte ad una colossale scemenza e ad uno sgarbo pesante nei confronti del Capo dello Stato. Approfittando della presenza di Giorgio Napolitano a Venezia il 18 settembre per il 50. anniversario dell’aeroporto Marco Polo e per il convegno dedicato al sessantesimo della Costituzione italiana, avevamo pensato che avrebbe potuto inaugurare il quarto ponte sul Canal Grande. Ho sentito il Presidente e si è dichiarato dispiaciuto di quanto sta accadendo in città. In realtà, quanto successo in questi giorni, ha causato solo un grave danno alla città. E per il resto mi limito a dire che ho accettato con gioia le dimissioni del consigliere Pino Toso (delegato del sindaco per il superamento delle barriere architettoniche ndr)mentre le associazioni che hanno protestato non le ho nemmeno sentite. Dico solo che un’occasione positiva per Venezia è stata trasformata in una manifestazione negativa per una richiesta, come quella dell’ovovia, soddisfatta già nei fatti».

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  46. Franco Bomprezzi
    28 Agosto 2008 alle ore 20:28

    Un sindaco che si vanta di non aver sentito le associazioni dei disabili che protestano? Gli riconosco il merito di dire quello che pensa. Il che conferma che non ha davvero capito niente di questa vicenda. C’è di che rimanere allibiti… Peccato, penso anche al lavoro di Pino Toso, come si fa a liquidarlo così? Una vergogna.

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  47. Roberto Scano
    28 Agosto 2008 alle ore 23:43

    Ma anche Calatrava sembrerebbe non comprendere il problema:

    Credevo fosse un onore per la città. Eppure il ponte è un’opera di altissima qualità, che sarà una grande attrattiva anche sotto il profilo turistico poiché attirerà visitatori specifici, vista l’attenzione e l’aspettativa a livello internazionale, nel mondo dell’architettura”.

    [Replica]

  48. [...] vari a articoli e polemiche: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - [...]

  49. Daniele Malgrati
    1 Settembre 2008 alle ore 11:49

    sono medico fisiatra, già in passato ho espresso il parere mio e della società scientifica SIMFER che riunisce i medici della Riabilitazione Italiana in accordo con l’allora Presidente Alessandro Giustini. Nulla è cambiato… il “ponte” in questione resta “stupido” semplicemente perchè inappropriato..e non è cambiato naturalmente il nostro parere.

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  50. Guido Zanola
    1 Settembre 2008 alle ore 12:08

    2008 avanti cristo o dopo cristo !?

    me lo chiedo spesso viste le continue lotte x la civiltà…

    Se Venezia progetta un ponte non pensando all’accessibilità di TUTTI…BEH vorrà dire che sarà compito del buon Cacciari (& Co.) portarmi su e giù, A SPALLE, per i bellissimi ma inaccessibili ponti della città lagunare!

    potrebbe essere una soluzione….tuttavia non credo possa esser quella definitiva!!!

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  51. Salvatore D'Agostino
    1 Settembre 2008 alle ore 17:46

    Ho inserito il link di questo post sul mio blog ‘Wilfing Architettura’ per avere un’ampia panoramica sul ‘caso Calatrava’.
    Tralasciando il problema ‘barriera architettonica’, non sono d’accordo con l’eccessiva attenzione su quest’opera architettonica.
    Credo che il problema sia culturale condita da una strana paura degli italiani verso l’architettura contemporanea.
    Quest’atteggiamento ci riporta indietro e non ci fa crescere.

    Salvatore D’Agostino

    http://wilfingarchitettura.blogspot.com/2008/08/0019-speculazione-architettoniche.html

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  52. Roberto Scano
    1 Settembre 2008 alle ore 20:52

    Ciao Salvatore,
    ho letto il blog e mi son permesso di postare un commento. Nessuno critica la bellezza dell’opera, la competenza di Calatrava, ecc. ecc. ma viene criticata la mancata applicazione delle normative sull’abbattimento delle barriere architettoniche (da quanto dichiara Calatrava, per volontà del Comune, non sua).
    Quindi è errato indicare le proteste come “no-ponte”, ma in caso come “ponte-per-tutti”.

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  53. Salvatore D'Agostino
    2 Settembre 2008 alle ore 10:18

    Ciao Roberto,
    accolta la tua precisazione anche con una nota aggiuntiva sul mio post.
    Condivido il tuo punto di vista, ma comunque resto perplesso sull’attenzione meticolosa verso quest’opera. Quanti edifici contemporanei costruiti dai nostri tecnici rispettano queste importanti normative? E quanti forum sono stati aperti a tal proposito?

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  54. Roberto Scano
    2 Settembre 2008 alle ore 15:51

    Ciao Salvatore,
    il problema è sempre quello: se ci sono le normative e nessuno le rispetta, allora non esistono le normative? Veramente in uno stato civile andrebbero applicate, no?
    E poi si resta male quando (oggi) il Calatrava dichiara ai giornalisti (a breve il video in questo sito) che il problema di accessibilità doveva essere sollevato prima… che oramai è tardi…

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  55. Guadagnare Online
    6 Ottobre 2008 alle ore 14:35

    Peccato, penso anche al lavoro di Pino Toso, come si fa a liquidarlo così? Una vergogna.

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